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AGENAS : la comunità nelle “Case della Comunità”

Informazione, consultazione, partecipazione attiva ed empowerment le linee da seguire

Informazione, consultazione, partecipazione attiva ed empowerment. Sono le direttrici fissate in un Documento dall’Agens per far sì che le Case della Comunità siano effettivamente “della Comunità”.

Secondo il Documento  pazienti, caregiver, associazioni e cittadini devono entrare stabilmente nella programmazione, nella progettazione, nella gestione e nella valutazione dei servizi. Tra le indicazioni operative figurano l’organizzazione di comitati per la partecipazione, consultazioni periodiche, l’apertura di sportelli gestiti con le associazioni, tavoli dei cittadini, la corretta utilizzazione di social e messaggistica e percorsi di alfabetizzazione sanitaria e digitale La co-produzione rientra nella partecipazione attiva e comprende a sua volta co-programmazione, co-progettazione, co-erogazione e co-valutazione dei servizi. L’obiettivo è costruire una relazione più paritaria tra professionisti, persone che utilizzano i servizi, famiglie e comunità, condividendo progressivamente informazioni, decisioni e organizzazione dell’assistenza.

Il documento non nasconde però gli ostacoli. Dalla consultazione pubblica emergono carenza di personale e di formazione, difficoltà nel raggiungere anziani, persone fragili e comunità straniere, divario digitale, linguaggi troppo complessi e il rischio che vengano coinvolte sempre le stesse associazioni.

C’è poi una criticità ancora più netta: che la consultazione diventi un “mero passaggio burocratico”, senza effetti reali sulle decisioni. Tra le soluzioni proposte figurano consultazioni permanenti, tempi adeguati, indicatori per misurarne l’efficacia e la possibilità di rendere gli esiti della consultazione realmente incisivi sulla progettazione e organizzazione dei servizi.

Tra i problemi della partecipazione attiva vengono inoltre segnalati la diversa disponibilità di risorse sul territorio nazionale, la mancanza di una base normativa omogenea e la sfiducia dei cittadini dovuta alla percezione di uno scollamento tra ospedale e territorio e tra sanitario e sociale.

 Agenas indica una possibile strada operativa. Prima di tutto serve una struttura stabile dentro la Casa della Comunità dedicata alla partecipazione, ad esempio un Comitato composto da professionisti formati e rappresentanti del mondo civico. Poi occorre investire sulla formazione del personale e procedere per tappe: formare gli operatori; informare e preparare pazienti e comunità; sperimentare consultazione, partecipazione attiva ed empowerment; infine trasformare le esperienze maturate in modalità strutturate e permanenti di partecipazione e co-produzione.

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