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Al Borgo Don Guanella la visita del Presidente Rocca

Un modello culturale da seguire per dare un senso concreto al “prendersi cura” dei più fragili. Che non si tratti della solita espressione di cortesia protocollare quella con cui il Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, saluta la “famiglia” della Casa San Giuseppe del Don Guanella a Roma, lo si intuisce subito. Traspare chiaramente dalla luce dello sguardo mentre sfiora i volti degli ospiti dell’istituto, visitato nella mattina di mercoledì 9. Volti segnati dalla disabilità che raccontano, ognuno a suo modo, una storia di accoglienza e dignità.

Lo ricevono in gruppo, sotto l’arco d’ingresso del confortevole complesso che li accudisce quotidianamente. Con loro il Superiore della Casa, nonché vice presidente della nostra Associazione, Don Fabio Lorenzetti, il Direttore Sanitario Tonino Cantelmi, il Direttore Generale Francesco Cannella e il Direttore Amministrativo, Raffaele Apreda. Don Alessandro Allegra, Superiore Provinciale della Congregazione dei Servi della Carità -Opera Don Guanella, accoglie il Presidente sull’uscio della Sala del Chiodo dove è radunata una folta rappresentanza della numerosa famiglia del Borgo Don Guanella.

Don Allegra fa gli onori di casa. Racconta un po’l’attualità del Borgo, l’attività del team a disposizione degli ospiti e la meravigliosa avventura che li coinvolge in un cammino di amore e di speranza. Al Direttore Generale Cannella il compito di illustrare il significato del motto ispiratore della loro missio :co.co.co, ovvero complessità, continuità, collaborazione. “Complessità”, spiega, riguarda la realtà che si vive nel borgo: qui ci sono tra i più bisognosi di una cura complessa, che richiede interventi complessi e dunque anche una politica complessa, che tanga conto dei costi; tutto ciò con l’unico obiettivo di assicurare la “Continuità” nel tempo della presa in carico e dunque della cura della persona con la sua fragilità; ed infine la “Cooperazione” non solo interna ma anche con le istituzioni esterne, con le autorità regionali e nazionali, soprattutto, per intraprendere possibilmente insieme percorsi sperimentali.

Nel rispondere ai saluti e ai ringraziamenti il Presidente Rocca esordisce con una sincera confessione: “Oggi qui, in mezzo a voi, ho ricevuto molti stimoli. Ho colto il senso vero del prendersi cura della persona. Vi considero come un modello da esportare. Del resto quello che voi fate è nella storia della Chiesa che ha creato questo modello culturale, cioè del prendersi cura dell’uomo fragile chiunque e dovunque egli sia”. Infine assicura di essere convinto della complessità che richiede la gestione di una struttura che è già di per sè così complessa e di essere pronto ad ogni forma di possibile collaborazione pur di venire incontro ai bisogni della fragilità.

Presenti all’incontro l’On. Luciano Ciocchetti, l’Assessore ai Servizi Sociali della Regione Massimiliano Maselli, l’Assessore Chiara Iannarelli e il Direttore Generale della ASL Roma 1 Giuseppe Quintavalle.

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