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Al Serafico di Assisi in ricordo di Eliza Feru contro la violenza di genere

Una panchina rossa e un ciliegio ornamentale nel Parco del Serafico di Assisi in memoria di Eliza Feru, operatrice socio-sanitaria del Serafico, uccisa dal marito il 5 gennaio 2025. Un gesto permanente, affidato alla città e soprattutto ai tanti ragazzi che ogni giorno attraversano quegli spazi, affinché la memoria diventi responsabilità quotidiana.

Il ciliegio, simbolo della rinascita, accompagna la panchina rossa pensata per fermarsi a riflettere oggi, ma auspicabilmente anche vuota un domani, quando questo male sarà sconfitto.

Prima del gesto simbolico, nella Sala Convegni del Serafico, si è svolto l’evento 'Per Eliza e per tutte: l’amore non è violenza', aperto alle scuole e ai giovani, con l’obiettivo dichiarato di agire sul piano culturale ed educativo là dove la prevenzione può ancora incidere davvero. A sottolineare questo pensiero è stata la presidente del Serafico Francesca Di Maolo, ricordando come Eliza avesse scelto consapevolmente di lavorare in un luogo che si prende cura della vita più fragile.

L’incontro è stata un’occasione per ricordare come nessuno sia immune dalla violenza e come le sue forme stiano cambiando, anche attraverso la tecnologia, invitando i giovani a non sottovalutare segnali e comportamenti. Ha denunciato il persistere di una cultura patriarcale che normalizza il controllo e il possesso, sottolineando come la prevenzione sia necessaria a rieducare, perché ancora oggi una donna su tre è vittima di violenza. 

Applausi, silenzi e musica hanno scandito l'incontro. Poi, nel Parco del Serafico, la panchina rossa e il ciliegio: una memoria che non guarda indietro, ma chiede di cambiare il futuro.

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