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Casa Sollievo della Sofferenza, nuova tecnica mininvasiva per il trattamento della fibrillazione atriale

Una piccola clip applicata dall’esterno del cuore attraverso un’incisione di appena 3-4 centimetri consente di escludere l’auricola sinistra dal circolo sanguigno, riducendo il rischio di formazione di trombi nei pazienti con fibrillazione atriale che non possono seguire una terapia anticoagulante.

È la nuova tecnica mininvasiva introdotta dall’Unità di Cardiochirurgia dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo. A pochi mesi dall’avvio, il cosiddetto “clippaggio esterno” è stato eseguito con successo su otto pazienti: sei pugliesi, uno calabrese e uno campano.

La fibrillazione atriale è un disturbo del ritmo cardiaco che provoca un battito irregolare e accelerato e che, nel tempo, riducendo la capacità di contrazione del cuore, può portare allo scompenso cardiaco. È inoltre una delle cause più frequenti di ictus: la perdita della normale contrattilità degli atri, in particolare di quello sinistro, favorisce infatti la formazione di trombi nell’auricola, che possono entrare in circolo e raggiungere il cervello.

Per ridurre questo rischio, i pazienti con fibrillazione atriale, cronica o parossistica, devono generalmente seguire una terapia anticoagulante, che tuttavia non è sempre praticabile. Condizioni come la cirrosi epatica, precedenti episodi emorragici o una grave insufficienza renale possono renderla rischiosa o del tutto controindicata.

In questi casi, la nuova procedura consente di escludere completamente l’auricola sinistra mediante il posizionamento, sotto visione diretta, di un dispositivo simile a una molletta. L’intervento viene eseguito in anestesia generale attraverso una mini-toracotomia sinistra, dura meno di un’ora e può consentire la dimissione già nella prima o nella seconda giornata post-operatoria

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