Un intervento neurochirurgico complesso, è stato reso possibile al Policlinico Gemelli dalla stretta collaborazione tra più équipe specialistiche ,ed ha permesso di rimuovere un tumore spinale che stava comprimendo il midollo osseo di una donna di 40 anni, alla trentesima settimana di gravidanza, proteggendo al contempo la salute del bambino.
Per i medici del Gemelli, un duplice problema da affrontare: da un lato la paziente, che rischiava danni neurologici sempre più gravi e forse irreversibili; dall'altro, la gravidanza in epoca non così avanzata da poter considerare l’espletamento del parto prima dell’intervento chirurgico, in quanto la nascita a 30 settimane (settimo mese di gestazione) avrebbe esposto la bambina al rischio significativo di complicazioni dovute alla prematurità. Serviva insomma una soluzione che tutelasse contemporaneamente madre e figlia. L'équipe hanno dunque deciso di procedere subito all'asportazione chirurgica del tumore, attivando misure straordinarie di monitoraggio fetale e di supporto materno per tutta la durata dell'intervento.
L'operazione, condotta dall'équipe neurochirurgica guidata dal dottor Polli in collaborazione con il team anestesiologico del professor Rossi, ha consentito la rapida e completa asportazione della neoformazione, con conseguente decompressione del midollo spinale. Per l'occasione è stato utilizzato un letto operatorio appositamente modificato, che ha permesso ai medici del gruppo del professor Ghi di monitorare costantemente la stabilità emodinamica del bambino nel corso di tutta la procedura. “Il monitoraggio multiparametrico delle funzioni vitali e della adeguata perfusione emodinamica distrettuale – commenta il professor Rossi - ha consentito di svolgere un’anestesia in assoluta sicurezza per la paziente e impostare una adeguata analgesia multimodale”. Nell'immediato post-operatorio la paziente ha mostrato una rapida regressione dei deficit neurologici ed è stata dimessa in tempi brevi. L'esame istologico ha confermato la natura benigna della neoformazione (un angiolipoma) e la donna ha potuto proseguire la gravidanza normalmente fino al parto, avvenuto a termine.
L'angiolipoma spinale è un raro tumore benigno che si sviluppa all'interno del canale vertebrale e che, in gravidanza, può andare incontro a una crescita particolarmente rapida per un meccanismo multifattoriale. La conseguente compressione midollare richiede un intervento tempestivo. A distanza di 7 mesi dall'intervento, sia la mamma che la bambina stanno bene; la paziente conduce una vita normale e i controlli radiologici confermano il buon esito delle cure.