Il rapporto 2025 del Pgeu evidenzia il ruolo strategico delle farmacie di comunità.
Ogni giorno 46 milioni di cittadini europei entrano in una farmacia, non solo per ritirare farmaci, ma per accedere a servizi sanitari. Numeri che giustificano la richiesta del Pharmaceutical Group of the European Union (Pgeu) avanzata alla Commissione Europea di riclassificare le farmacie non più solo come luoghi di “commercio al dettaglio” ma come “attività sanitarie”. I servizi offerti spaziano dalla gestione delle patologie croniche ai programmi di screening, fino alla digital health e alle vaccinazioni, contribuendo ad alleggerire la pressione su ospedali e medici di base.
Il rapporto annuale 2025 del Pgeu evidenzia il ruolo sempre più strategico delle farmacie di comunità in Europa, che oggi offrono in media 26 servizi per Paese, per un totale di 47 prestazioni mappate.
Il documento pone particolare attenzione anche alla prevenzione cardiovascolare, alla farmacovigilanza e all’uso dell’intelligenza artificiale in farmacia, sottolineando che l’innovazione tecnologica è chiamata a integrare, e non rimpiazzare, la valutazione professionale del farmacista.
Per quanto riguarda la sicurezza dell’approvvigionamento farmaceutico, il 2025 ha visto la proposta della Commissione Europea per un Critical Medicines Act. Il Pgeu accoglie positivamente il provvedimento, ma chiede regole più rigorose: obblighi di fornitura chiari, maggiore trasparenza, diversificazione delle fonti e gare d’appalto che non premiano solo il prezzo più basso, ma anche l’affidabilità e la resilienza.