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Fondazione Poliambulanza –  Nasce il nuovo Reparto di Medicina Nuclare “Alessandra Bono”

 Inaugurato il nuovo Reparto di Medicina Nucleare “Alessandra Bono” di Fondazione Poliambulanza di Brescia. Un altro importante segnale di crescita di Medicina Nuclare dell’Istituto Ospedaliero bresciano, sulla scia di un importante rinnovamento tecnologico ed ambientale conseguito grazie al determinante contributo della Fondazione del comune di Corte Franca (BS), sorta in memoria di Alessandra Bono, scomparsa prematuramente nel 2016 per un tumore all’ovaio. L’inaugurazione ha visto la partecipazione e gli interventi di Guido Bertolaso, Assessore al Welfare di Regione Lombardia, di Claudio Sileo, Direttore Generale ATS Brescia, della Vicepresidente di Fondazione “Alessandra Bono”, Laura Ferrari, oltre al Presidente di Fondazione Poliambulanza, Mario Taccolini, a Marcellino Valerio, Direttore Generale, e a Giordano Savelli, Direttore U.O.C. della Medicina Nucleare “Alessandra Bono”. Insieme a medici, pazienti e familiari.

«Questa realizzazione rappresenta la sintesi del nostro impegno: unire la scienza alla sensibilità, la tecnologia all’umanità”, ha affermato il presidente della Fondazione Alessandra Bono, Valerio Bono. Spiegando, significativamente, che la collaborazione con Poliambulanza “si fonda su una unità di intenti e di visione, ma soprattutto su una concretezza operativa che traduce i valori condivisi in risultati reali per la salute delle persone”. È questa sintonia che ha reso possibile la realizzazione di progetti complessi e innovativi come la Sala Operatoria Cardiovascolare Ibrida, inaugurata nel 2019, e oggi la nuova Medicina Nucleare Alessandra Bono. “Due interventi distinti, ma accomunati dall’obiettivo di trasformare – ha pecificato Valerio Bono - la tecnologia e la ricerca in strumenti di cura al servizio della sanità bresciana».

Il nuovo Reparto è stato realizzato grazie ad una donazione, pari a due milioni di euro, che ha consentito l’acquisto di una PET/CT digitale di ultima generazione, che permette di “vedere l'invisibile”, ottenendo immagini con una risoluzione più elevata, ed individuando lesioni tumorali di dimensioni minime non sempre rilevabili dalla radiologia tradizionale. La struttura è caratterizzata da altissima sensibilità e risoluzione spaziale millimetrica. Tra i vantaggi, la riduzione della dose di radiofarmaco e dei tempi di acquisizione (di oltre il 40%), con esami più brevi e meno invasivi ed una minore esposizione per il paziente.

«Siamo riconoscenti alla Fondazione Alessandra Bono, ed ancor prima al suo presidente, il cavaliere Valerio, che da anni è al nostro fianco per garantire cure sempre migliori e qualificate, con una attenzione preminente che trascende la cura medica specialistica per promuovere ancor più una vera e propria dedizione alla cura personalizzata dei pazienti», ha dichiarato il presidente di Fondazione Poliambulanza, Mario Taccolini. Che ringrazia “anche il team di professionisti che ogni giorno operano in Poliambulanza, perché – riconosce - è grazie alle loro competenze scientifiche, tecniche e terapeutiche che abbiamo potuto portare a termine questo progetto». Un obiettivo caratterizzato, in sostanza, da una scelta “teranostia”, basata cioè su un approccio medico che unisce dignosi e terapia in un unico processo.

«Il termine teranostica – ha spiegato, infatti, Giordano Savelli, direttore U.O.C. Medicina Nuclare di Poliambulanza - indica la più recente frontiera della medicina nucleare di precisione e sottende la rivoluzione culturale che guida il nuovo reparto: vale a dire fusione di «terapia» e «diagnostica», una metodologia che permette di individuare un bersaglio molecolare e di colpirlo successivamente con un radiofarmaco terapeutico specifico. Questa integrazione consente una gestione clinica molto più precisa e personalizzata, dove la fase diagnostica serve a pianificare e monitorare la terapia”. Il reparto di Medicina Nucleare, fin dalla nascita, ha registrato numeri particolarmente importanti per Poliambulanza e per il territorio: tra il 2011 e il 2024, i pazienti seguiti sono stati 48.419 per un totale di 61.203 prestazioni. «Questo approccio richiede nuove competenze cliniche, con una collaborazione stretta tra Medicina Nucleare, Oncologia, Radioterapia e Fisica Medica», ha sottolineato il Direttore Generale Marcellino Valerio. Evidenziando, infine, che «grazie a questo intervento, Poliambulanza si colloca tra gli ospedali italiani dotati di un’infrastruttura completa per l’applicazione clinica della teranostica oncologica, con tecnologie di ultima generazione e radiofarmaci innovativi».

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