Individuare rapidamente quali pazienti anziani rischiano un peggioramento delle condizioni di salute nelle prime ore dall’arrivo in pronto soccorso è l’obiettivo di uno studio condotto dal Policlinico Gemelli. La ricerca, realizzata presso il Pronto Soccorso del Gemelli e pubblicata su JAMA Network Open, ha analizzato le prestazioni degli Early Warning Score (EWS), strumenti di supporto al triage e alla stratificazione del rischio, ancora poco studiati nelle loro performance nella fascia di età più avanzata. Prendendo in esame 50.645 accessi consecutivi di pazienti ultraottantenni registrati tra il 2015 e il 2024, sono state messe a confronto le prestazioni di cinque sistemi di EWS utilizzati nella pratica clinica internazionale: NEWS, NEWS2, MEWS, REMS e IEWS. I ricercatori hanno valutato la capacità di questi strumenti di prevedere un rapido deterioramento clinico, definito come ricovero in terapia intensiva o decesso entro 24 ore dall’arrivo in pronto soccorso.
Nel campione analizzato – con un’età mediana di 85 anni e una prevalenza femminile del 54,6% – il 2,4% dei pazienti (1.233) ha presentato un peggioramento clinico entro le prime 24 ore.
I risultati mostrano una capacità predittiva complessivamente buona per tutti i punteggi analizzati, confermando il loro valore nel supportare le decisioni cliniche nelle fasi iniziali della valutazione in pronto soccorso, anche nei grandi anziani. Tra gli strumenti esaminati, il NEWS ha mostrato la migliore capacità di distinguere i pazienti più a rischio, mentre il REMS è risultato quello con la migliore calibrazione, ovvero con la maggiore coerenza tra rischio stimato ed esito reale.
Un risultato particolarmente rilevante riguarda i pazienti più longevi. Con l’aumentare dell’età, oltre i 90 anni, la capacità predittiva della maggior parte dei punteggi tende a ridursi. Il REMS, invece, ha mostrato prestazioni più stabili e persino migliori nei pazienti con più di 94 anni, suggerendo un possibile ruolo privilegiato nella stratificazione del rischio nei cosiddetti “grandi anziani”.
L’analisi ha inoltre identificato alcuni parametri clinici particolarmente importanti nei pazienti più anziani. Nei soggetti di 87 anni o più, i fattori maggiormente associati a un rapido deterioramento sono risultati la necessità di ricevere ossigeno, i valori di pressione arteriosa sistolica e il livello di coscienza misurato con la Glasgow Coma Scale.
A conferma dell’intensa attività assistenziale e scientifica della UOC di Medicina d’Urgenza del Policlinico Gemelli, nel solo 2025 il Pronto Soccorso ha registrato circa 72.500 accessi, il 21% dei quali rappresentato da pazienti di età superiore ai 64 anni, a testimonianza del crescente peso della popolazione anziana nei dipartimenti di emergenza.