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Gemelli: una ricerca rivela che il microbiota può anticipare di anni il rischio di malattie croniche

Il microbiota intestinale può rivelare con anni, e in alcuni casi decenni, di anticipo la comparsa di malattie croniche responsabili oggi di circa tre quarti dei decessi nel mondo. Lo afferma una ricerca pubblicata su Nature Reviews Gastroenterology & Hepatology e firmata da ricercatori del Policlinico Gemelli e dell’Università Cattolica.

Secondo lo studio, uno dei meccanismi che può precedere lo sviluppo di queste malattie croniche è la metainfiammazione, uno stato infiammatorio cronico e silenzioso che può alterare progressivamente metabolismo, sistema immunitario e sistema nervoso molto prima della comparsa dei sintomi clinici. Quando il paziente arriva con il diabete, l’infarto o il tumore, questo processo infiammatorio era già in corso da tempo.

Le firme biologiche della metainfiammazione potrebbero quindi rappresentare uno strumento utile per intercettare precocemente tali alterazioni e aprire la strada a una medicina anticipatoria, preventiva e personalizzata.

I ricercatori indicano inoltre negli alimenti ultra-processati, che in molti Paesi rappresentano già più della metà delle calorie consumate, alcuni dei principali fattori in grado di modificare l’equilibrio del microbiota intestinale. Il possibile danno per la salute non dipenderebbe soltanto dalla loro composizione nutrizionale, ma anche dalla presenza di additivi industriali come emulsionanti, dolcificanti artificiali, conservanti e coloranti, che possono interferire con il microbiota attraverso meccanismi molecolari oggi documentati dalla ricerca.

Gli autori sottolineano anche come molti additivi siano stati approvati dai regolatori prima che fosse pienamente conosciuto il ruolo del microbiota e senza una valutazione specifica dei loro effetti sull’ecosistema intestinale umano. I protocolli di sicurezza alimentare, secondo i ricercatori, non avrebbero quindi tenuto conto delle conoscenze sviluppate più recentemente sul microbiota.

Da qui la proposta di un cambio di approccio nella prevenzione e nella gestione delle malattie croniche. Tra le azioni suggerite, una maggiore educazione nutrizionale, nuovi criteri per la valutazione degli additivi alimentari, un uso più appropriato degli antibiotici e maggiori investimenti nella ricerca sul rapporto tra microbioma e malattie croniche.


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