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IDI, nuovo test per la diagnostica allergologica

Delineare un quadro molto più ampio e dettagliato del profilo allergologico del paziente attraverso un campione di sangue è da oggi possibile all’IDI IRCCS. Tutto ciò grazie all’introduzione del nuovo ALEX³ (Allergy Explorer), evoluzione di ultima generazione dei test multiplex per la valutazione delle sensibilizzazioni allergiche. Si tratta di una tecnologia avanzata che consente una diagnosi più precisa, più moderna e più vicina ai principi della medicina personalizzata.

Negli ultimi anni la diagnostica allergologica ha compiuto un salto di qualità decisivo. Non basta più sapere se un paziente è positivo, ad esempio, al latte, al frumento, alla nocciola, al cipresso o agli acari: oggi è sempre più importante comprendere quale specifica molecola allergenica sia riconosciuta dal sistema immunitario. Questa informazione permette infatti di distinguere tra sensibilizzazione primaria e cross-reattività, di migliorare l’interpretazione clinica dei risultati e di orientare con maggiore consapevolezza il successivo percorso allergologico. In questo scenario, ALEX³ rappresenta uno strumento particolarmente innovativo e strategico.

Il test nasce per offrire una lettura estesa e approfondita della risposta IgE verso allergeni inalanti e alimentari, unendo in un’unica piattaforma la valutazione di estratti allergenici e componenti molecolari. Secondo il produttore, ALEX³ consente di analizzare 300 allergeni, comprendenti 218 allergeni molecolari, di cui 107 esclusivi, distribuiti in 85 famiglie allergeniche: una copertura molto ampia, pensata per sostenere il lavoro clinico nei casi semplici ma soprattutto nei quadri più complessi, polisensibilizzati o di interpretazione non immediata, aiutando a chiarire anche come è costruita la sensibilizzazione del paziente.

La piattaforma è progettata per offrire, in un solo esame, una fotografia molto estesa delle sensibilizzazioni del paziente. Questo significa poter studiare contemporaneamente pollini, alimenti, acari, epiteli animali, muffe, veleni di imenotteri e molte altre fonti allergeniche, con un livello di dettaglio che va oltre la semplice positività a un estratto. Il valore clinico di questa impostazione è rilevante, perché consente di leggere il dato allergologico in modo più raffinato e spesso più utile rispetto ai test tradizionali eseguiti in maniera frammentaria.

Un secondo punto di forza è la possibilità di combinare estratti e molecole nello stesso pannello. Gli estratti restano importanti perché riflettono in modo sintetico la fonte allergenica nel suo insieme. Le molecole, però, aggiungono un livello superiore di definizione, poiché consentono di capire quali siano le proteine effettivamente riconosciute dalle IgE del paziente. Questa distinzione è essenziale, ad esempio, quando si vuole chiarire se una positività sia collegata a un rischio clinico più concreto oppure a fenomeni di cross-reattività tra fonti botanicamente o strutturalmente affini.

Un altro aspetto rilevante è la misurazione sia delle IgE specifiche sia delle IgE totali, associate a un sistema di inibizione dei CCD. I CCD, cioè i determinanti carboidratici cross-reattivi, possono talvolta produrre segnali sierologici poco rilevanti sul piano clinico. La loro inibizione contribuisce a migliorare l’interpretazione del risultato, riducendo il peso di alcune positività spurie o scarsamente significative. Questo non sostituisce mai il giudizio clinico, ma rende il dato laboratoristico più robusto e potenzialmente più leggibile.

Dal punto di vista clinico, il vantaggio concreto di ALEX³ è la possibilità di affinare la diagnosi in molti scenari: dalle allergie respiratorie alle allergie alimentari, dalle sindromi polline-alimento ai quadri da polisensibilizzazione, fino ai casi in cui il paziente riferisce sintomi suggestivi ma i risultati dei test tradizionali risultano incompleti o di difficile interpretazione. In questi contesti, la diagnostica molecolare non sostituisce la visita allergologica, ma la potenzia, offrendo dati che possono guidare meglio il ragionamento clinico.

La vera unicità del test, tuttavia, non risiede solo nei numeri o nell’ampiezza

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