La presidente Francesca Di Maolo: "Pronti ad una assistenza integrata”
“L’Istituto Serafico di Assisi scende in campo per i bambini di Gaza colpiti da disabilità”. L’annuncio è della presidente Francesca Di Maolo che, in una intervista al quotidiano Il Riformista, spiega che saranno presi in carica minori che nel corso dei due anni di conflitto hanno subito gravissime menomazioni. Un gesto che va al di là del pur importante aspetto sanitario, perché “la solidarietà può diventare cura concreata anche in una realtà colpita dalla guerra, grazie alla collaborazione con le istituzioni e con la Protezione Civile”.
“Ci siamo resi disponibili, come Istituto Serafico, ad accogliere e prenderci cura di alcuni bambini con disabilità di Gaza, offrendo una presa in carico sociosanitaria integrata. E’ un impegno – la spiegazione della presidente Di Maolo – che va oltre l’assistenza sanitaria, perché le persone con disabilità raramente vengono evacuate dalle zone di guerra. La loro pretesa in carico è complessa, richiede il coordinamento di servizi e competenze mediche, riabilitative, educative, sociali. Molti Paesi non sono pronti ad accogliere persone con disabilità fuggite dalla guerra perché serve molto più di un letto di ospedale, ma centri di riabilitazione, fisioterapia, supporto educativo, assistenti personali. C’è bisogno di una rete sociosanitaria integrata, non solo di ospitalità temporanea”. Un programma “importante, delicato ed ambizioso” che il Serafico affronta puntando anche al coinvolgimento di altre istituzioni sensibili alla tutela dei diritti delle persone colpita da disabilità in conflitti bellici, a partire dai bambini. Per questo, spiega Francesca Di Maolo, sarà importante operare in sintonia col Ministro della Disabilità e con le altre organizzazioni che da tempo operano nella Striscia di Gaza. “Alessandra Locatelli, ministro della Disabilità è da tempo parte attiva in questo tema: ad agosto ha promosso la Gabina di regia per i bambini con disabilità di Gaza riunendo diverse istituzioni ed organizzazioni per coordinare interventi di accoglienza e assistenza”, spiega ancora Di Maolo. Vera e propria taske force formata da Protezione Civile, Croce Rossa, Misericordie d’Italia, insieme all’Istituto Serafico e a La Nostra Famiglia. “Noi siamo in prima linea per fare rete, collaborando – sottolinea la presidente – con le realtà che già operano nei territori in crisi. Si tratta di provare a realizzare concretamente il diritto internazionale umanitario e la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità che impongono agli Stati di garantire interventi accessibili e inclusivi anche in emergenza”.