Ogni anno in Italia si registrano 20mila decessi a causa delle infezioni ospedaliere, in diversi casi prevenibili, a fronte di 400-640 mila casi stimati durante i ricoveri. Ad affermarlo è l’Istituto Superiore di Sanità.
Per valutare dove la prevenzione funziona e dove presenta criticità, è attivo online l’Osservatorio ICA Italia (osservatorioicaitalia.it), che raccoglie dati pubblici sulle infezioni correlate all’assistenza e le sentenze che le riguardano, finora distribuiti tra istituzioni, sistemi di sorveglianza regionali e documenti europei.
Proprio dall’analisi delle sentenze è possibile capire dove e come la prevenzione non ha funzionato. Tra le cause che portano al giudizio figurano, ad esempio, la mancata sostituzione di un catetere, la contaminazione del campo operatorio, carenze nella sorveglianza o l’impossibilità per la struttura di dimostrare di aver adottato le misure necessarie.
L’Osservatorio guarda anche alle esperienze in cui la prevenzione ha dato risultati. Una sezione del sito è dedicata infatti alle strutture che possono documentare, ad esempio, una riduzione delle infezioni.
Il nome della struttura viene pubblicato solo dopo il consenso scritto. L’archivio conta oggi 348 casi decisi tra il 2016 e il 2026 in tutte le venti regioni, ciascuno corredato dal provvedimento integrale anonimizzato, e la raccolta è in continuo aggiornamento. I casi arrivati a sentenza rappresentano tuttavia solo una parte del fenomeno, poiché molti episodi che causano un danno si concludono con un accordo riservato o non vengono denunciati. Nelle schede non compaiono i nomi di pazienti, sanitari e strutture.
"Il nostro avversario è l'infezione, non chi lavora in corsia. Per questo non pubblichiamo il nome di alcun ospedale, nemmeno quando è scritto negli atti. Un osservatorio che alimenta il contenzioso farebbe danno agli ospedali senza togliere una sola infezione", spiegano dall'Osservatorio ICA Italia.