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Le donazioni di cute hanno salvato 12 vittime di Cras- Montana

Usati al Niguarda 35 mila centimetri quadrati di cute da donazioni post mortem

Circa  35 mila centimetri quadrati di cute per salvare la vita a 12 giovani vittime della tragedia di Capodanno a Cras- Montana, in Svizzera. Sono stati usati nell’Ospedale di Niguarda per soccorrere  i giovani gravemente ustionati arrivati direttamente dalla Svizzera. La cute, fra tutti i tessuti, è l'unico salvavita, nel senso che in momenti come quello vissuto in quelle ore terribili  immediatamente successivi a delle ustioni di grandissima quantità di superficie corporea, permette la sopravvivenza dei pazienti. Al Niguarda ciò è stato reso possibile grazie  alla “Banca dei tessuti e terapia tissutale”, una vera e propria biobanca  della struttura sanitaria meneghina, dove erano custoditi circa 60 mila centimetri quadrati di cute, frutto della donazione di 125 persone che, gratuitamente, hanno disposto il dono post mortem. Una parentesi bella nella tragedia che ha rappresentato Crans, il vedere che il dono di tante persone ha permesso poi a distanza di tempo un intervento così importante che ha permesso la sopravvivenza dei pazienti in quei primi giorni. La cute viene usata nei primi giorni in grande quantità e rimane come copertura per 10-14 giorni. Poi, il passaggio successivo è che può essere necessario un altro utilizzo di questi tessuti donati, oppure si va verso altre soluzioni più chirurgiche, fino - più avanti nel tempo - agli interventi definitivi per i quali si ricorre anche all'autotrapianto, cioè si preleva la cute dello stesso paziente per andare a rimodellare delle parti. Inoltre la cute donata protegge dalle eventuali infezioni, dà una copertura. Ma è anche uno stimolo alla ricrescita degli strati più profondi. Nel frattempo le donazioni continuano e già si sta ricostruendo la scorta del Niguarda.

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