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Liste d’attesa ancora sotto accusa

GIMBE: “Il PNLA non ha portato alcun beneficio ai cittadini”

Liste d’attesa ancora sotto accusa.  Questa volta è il GIMBE che se la prende con il decreto per il taglio delle liste di attesa. L’accusa è che a tutt’oggi “non ha portato nessun beneficio al cittadino”. Inoltre, fa notare il GIMBE, mancano ancora due dei sei decreti attuativi. Quanto al funzionamento della Piattaforma Nazionale Liste d’Attesa (PNLA), la fondazione sostiene che “descrive il rispetto dei tempi di attesa con indicatori incomprensibili e, soprattutto, non documenta le differenze tra Regioni, tra Aziende sanitarie, tra pubblico e privato accreditato né tra prestazioni erogate a carico del Ssn e in intramoenia" e soprattutto “non dice dove si inceppano esami e visite, non consente di individuare dove si concentrano i ritardi e quali prestazioni riguardano: tutti dati incomprensibili e nessuna fotografia per regione, azienda e prestazione”.

La prima versione della PNLA è stata lanciata il 26 giugno 2025 e progressivamente aggiornata con tutti i dati del 2025. A metà novembre Agenas aveva annunciato il rilascio entro fine anno della versione 2.0, con dati consultabili per Regione e Provincia autonoma, per pubblico e privato accreditato e per attività Ssn e intramoenia, oltre ad una versione 3.0 con consultazione dei dati in tempo reale per il primo semestre 2026. Tuttavia, al 1 febbraio 2026 la versione pubblica della piattaforma rimane quella iniziale che contiene solo dati aggregati a livello nazionale.   

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