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Medico e infermiera arrestati per truffa aggravata ai danni del SSN

Il controllo sulle possibili truffe nel sistema liste d’attesa comincia a dare i suoi effetti. Arresti domiciliari per un dirigente medico e un’infermiera accusati, a vario titolo, di concorso in peculato, falso ideologico aggravato, accesso abusivo a sistema informatico e truffa aggravata ai danni del Servizio sanitario nazionale. L’operazione è stata eseguita martedì mattina 31 marzo, dai Carabinieri del Nas di Lecce, con il supporto dell’Arma territoriale, su ordinanza del Gip del Tribunale di Lecce.

Al centro dell’indagine, avviata nel 2025 su scala nazionale dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute di Roma, il monitoraggio delle attività libero-professionali intramurarie (Alpi). Gli accertamenti hanno portato alla raccolta di gravi indizi di colpevolezza nei confronti dei due indagati, ritenuti responsabili di aver organizzato un sistema parallelo di erogazione di prestazioni sanitarie a pagamento all’interno di strutture pubbliche.

La condotta, oltre ai profili penali contestati, sottolinea una nota del Nas, avrebbe prodotto effetti negativi sul funzionamento delle liste d’attesa e sull’integrità delle risorse del Servizio sanitario nazionale.

Secondo quanto ricostruito, medico e infermiera avrebbero utilizzato in modo sistematico locali e dotazioni di una Asl pugliese per effettuare visite private non autorizzate, eludendo i canali ufficiali di prenotazione del Cup e incassando direttamente i compensi. Il dirigente medico avrebbe inoltre percepito anche le indennità di esclusività previste dal contratto. Il totale delle somme contestate ammonta ad almeno 52mila euro nel periodo esaminato.

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