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Oltre 22mila aggressioni ad operatori sanitari segnalate nel 2025

I dati raccolti dall’ Osservatorio sulla sicurezza dei professionisti della sanità

Sono oltre 22 mila gli operatori sanitari coinvolti in circa 18 mila episodi di violenza ai loro danni segnalati nel 2024. Sono gli sconfortanti i dati raccolti dall’ Osservatorio sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie  (ONSEPS), a poco più di un anno dalla sua istituzione presso il Ministero della salute. Le donne sono  più frequentemente le vittime di episodi di violenza (60% delle segnalazioni). La categoria professionale più esposta è quella del personale infermieristico (oltre il 55% delle segnalazioni). Ed è bene precisare che la segnalazione delle aggressioni avviene su base volontaria, il che implica un rischio di 11 % in meno di aggressioni realmente subite. Resta comunque il fatto di un costante e progressivo aumento di episodi di violenza nei confronti di medici e infermieri. Ora va bene l’istituzione dell’ Osservatorio ma, visto che il compito affidatogli è monitorare tutta una serie di situazione scrupolosamente elencate, sarebbe ora necessario mettere in campo misure in grado di scongiurare simili aggressioni, a partire da una corretta interpretazione del fenomeno e a mettere effettivamente in campo dispositivi efficaci per la sicurezza  dei professionisti  nell'esercizio delle loro funzioni. La legge lo prevede, ma di questi “efficaci dispositivi” non si vede ombra alcuna. Se non la classificazione di “reato penale” dell’atto di violenza in questione, dunque perseguito come un qualsiasi altro reato, ma solo dopo che si è comunque consumato. Ma il d.lgs. 137/2024 prevede tante altre ottime norme che bisognerebbe applicare e verificare che siano effettivamente operative: ciascuna struttura sanitaria deve elaborare ed implementare un programma di prevenzione della violenza (Ppv); atti di violenza da considerare come qualsiasi altro rischio lavorativo da prevenire e da tutelare; prevedere, nei propri piani per la sicurezza, stipulare specifici protocolli operativi con le forze di polizia, per garantire il loro tempestivo intervento; modifiche all’art. 583-quater del Codice penale (lesioni personali a un pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico in occasione di manifestazioni sportive, nonché a personale esercente una professione sanitaria o sociosanitaria e a chiunque svolga attività ausiliarie ad essa funzionali e via dicendo. Il guaio è che pochissime strutture, pubbliche o private che siano, si sono adeguate.




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