E’ il risultato di un’indagine condotta dall’ISS
Mani non ben disinfettate operano nei nostri ospedali. Lo denuncia un’indagine dell’ISS condotta su 720 strutture sanitarie italiane dalla quale è risultato che il consumo di soluzione idroalcolica per l'igiene delle mani nelle strutture sanitarie italiane continua ad essere molto al di sotto degli standard raccomandati, con un calo progressivo che riguarda tutte le aree di degenza. L’indagine si è basata proprio sul controllo del consumo di soluzione idroalcolica per l'igiene delle mani negli ospedali. Il riferimento è stato il limite minimo posto dall’OMS: per prevenzione e controllo delle infezioni per garantire la sicurezza dei pazienti e degli operatori sanitari e salvare potenzialmente milioni di vite, lo standard minimo di consumo di soluzione idroalcolica per l'igiene delle mani è fissato in 20 litri per mille giornate di degenza. Il dato nazionale italiano è fermo a 9,9 litri di consumo ogni mille giornate di degenza. Dunque molto al di sotto del limite stabilito dall’OMS. Eppure non è certo una novità scientifica che l'igiene delle mani sia uno strumento fondamentale per prevenire la trasmissione di microrganismi, comprese le forme resistenti agli antibiotici; un pilastro nella prevenzione delle infezioni correlate all'assistenza . Non a caso lo slogan della campagna per l'edizione 2026 della Giornata mondiale dedicata, celebrata il 5 maggio in tutto il mondo, è 'Action save lives', cioè 'Proteggi la vita, igienizza le tue mani'.
la Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (Simit), ricorda che secondo gli ultimi dati del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), in Europa sono 4,3 milioni l'anno i pazienti che contraggono almeno un'infezione correlata all'assistenza sanitaria durante la degenza in ospedale. Tra queste, 1 su 3 è resistente a importanti antibiotici. "Una corretta igiene delle mani e altri interventi di prevenzione e controllo delle infezioni negli ospedali rappresentano la prima linea di difesa contro questa minaccia", conclude la Simit.