Il Rapporto Istat 2024 sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile
Secondo l’ultimo Rapporto Istat sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, la salute degli italiani mostra segnali contrastanti. Mentre l’aspettativa di vita cresce, molti altri indicatori legati al benessere fisico e all’accesso ai servizi risultano in peggioramento. L’analisi, basata su centinaia di misure statistiche aggiornate al 2024, rivela che il 40% degli indicatori registra un andamento negativo rispetto all’anno precedente, anche se la speranza di vita alla nascita è salita a 83,4 anni, con un incremento di 0,4 anni. Gli uomini raggiungono in media 81,4 anni, mentre le donne 85,5. Tuttavia, la speranza di vita in buona salute si ferma a 58,1 anni: 59,8 per gli uomini e 56,6 per le donne. Questo dato suggerisce – spiegano gli analisti Istat - che nel nostro Paese “una parte consistente della vita viene vissuta con limitazioni dovute a malattie croniche o condizioni di disabilità”.
Un altro aspetto evidenziato dal Rapporto riguarda il sovrappeso infantile, un problema che riguarda il 26,7 % dei bambini e degli adolescenti. La situazione appare ancora più marcata nella fascia d’età 3-5 anni, dove ad essere in sovrappeso è il 33,8%, in aumento rispetto agli anni precedenti. Secondo il sondaggio, questi dati indicano una tendenza che “interessa trasversalmente il territorio, con impatti futuri sulla salute della popolazione”.
Nemmeno tanto rosea è la disponibilità ospedaliera che secondo il Rapporto si presenta con 30,3 posti letto per ogni 10.000 abitanti. Per di più con forti differenze regionali: nel Nord-ovest, ad esempio, per 10.000 abitanti sono a disposizione 32,5 letti, mentre nel Sud il dato scende a 27,1. Per quanto riguarda la mortalità evitabile, nel 2022 la probabilità di morire tra i 30 e i 69 anni a causa di tumori, diabete, malattie cardiovascolari o respiratorie è stata in media dell’8,2%. La percentuale sale al 10,1% tra gli uomini e scende al 6,4% tra le donne. “Si tratta di patologie in parte prevenibili e spesso legate a stili di vita, accesso alla prevenzione e condizioni socioeconomiche”, notano i ricercatori Istat. Anche i dati relativi agli incidenti stradali mantengono un andamento stabile, ma critico: nel 2023 si sono registrati 4,9 decessi ogni 100.000 abitanti, corrispondenti a circa otto morti al giorno sulle strade italiane. I tassi di mortalità sono nettamente più alti tra gli uomini (8,1) rispetto alle donne (1,9), confermando una differenza di genere anche in questo ambito.
Un altro indicatore che presenta variazioni significative è quello relativo alla fecondità adolescenziale. Nel 2023, il quoziente specifico di fecondità tra le ragazze di 15-19 anni è stato pari a 13,6 nati per 1.000 giovani donne. Anche qui, il dato varia fortemente a livello territoriale: nelle regioni del Nord-est si scende a 8,6, mentre nelle Isole si raggiunge quota 30,1. Infine, l’analisi territoriale conferma che molte regioni del Mezzogiorno continuano a mostrare valori sanitari inferiori alla media nazionale. Campania, Calabria e Sicilia risultano tra le aree con gli indicatori più distanti dai livelli nazionali in termini di salute pubblica, prevenzione, e accesso ai servizi.