Oltre 18 miliardi di euro aggiuntivi per la sanità nel triennio 2027-2029. È la richiesta contenuta nel pacchetto di proposte predisposto dal Coordinamento tecnico della Commissione Salute delle Regioni per la prossima Legge di Bilancio, oggi all’esame dei presidenti. Per il solo 2027 vengono richiesti 6,818 miliardi di euro in più, destinati principalmente al personale sanitario, alla copertura dell’aumento dei costi di beni, servizi e farmaci ospedalieri e all’innovazione terapeutica.
Sul fronte del personale, la proposta prevede il superamento degli attuali tetti di spesa e l’introduzione di un nuovo sistema per determinare organici e fabbisogni sulla base dei Livelli essenziali di assistenza, della programmazione sanitaria, dell’equilibrio economico-finanziario e delle esigenze di sicurezza e valorizzazione dei professionisti. Entro la fine del 2027 dovrebbe essere definita una nuova metodologia nazionale per il calcolo del fabbisogno di personale.
Per gli infermieri vengono richiesti 1,111 miliardi di euro l’anno, con l’obiettivo di recuperare due terzi del divario retributivo rispetto alla media dei Paesi dell’Europa occidentale. Per i dirigenti medici sono previsti complessivamente 611 milioni nel 2027 e 474 milioni in ciascuno dei due anni successivi. Nel 2027, in particolare, 114 milioni sarebbero destinati ai medici dell’Emergenza-Urgenza e 23 milioni agli specialisti in Anatomia patologica, con l’obiettivo di colmare integralmente il divario retributivo con la media europea.
Un altro capitolo riguarda beni, servizi e farmaci ospedalieri, per i quali vengono richiesti 3,48 miliardi nel 2027, 3,753 miliardi nel 2028 e 4,05 miliardi nel 2029. La stima assume come riferimento una crescita dei costi del 4,93%, ritenuta dal documento più aderente alla dinamica effettiva della spesa sanitaria rispetto all’inflazione programmata.
Tra le novità figura poi la proposta di istituire un “Fondo per l’Innovazione a Risparmio Certificato”, con una dotazione iniziale di 1,5 miliardi di euro nel 2027. L’obiettivo è finanziare farmaci, trattamenti innovativi e interventi di prevenzione capaci di produrre, entro 36 mesi, una riduzione dimostrabile dei costi complessivi sostenuti dal Servizio sanitario nazionale.
Il documento propone inoltre di ricondurre al finanziamento indistinto del Fondo sanitario nazionale le risorse oggi vincolate agli obiettivi prioritari e di rilievo nazionale del Piano sanitario, considerando ormai strutturali molte delle attività originariamente finanziate come progetti.
Per quanto riguarda l’assistenza ai profughi ucraini, le Regioni chiedono di aumentare da 9 a 114 milioni di euro le risorse previste per il 2027, mantenendo lo stesso livello di finanziamento anche negli anni successivi fino al termine del conflitto. La proposta prevede inoltre la possibilità di contabilizzare in anticipo l’80% dell’ultimo importo consolidato, in attesa dei trasferimenti definitivi.
La proposta interviene anche sul Fondo nazionale per le non autosufficienze: dal 2027 le Regioni potrebbero iscrivere a bilancio l’ultimo valore annuale assegnato e ricevere già da gennaio un’anticipazione pari all’80% delle risorse calcolate sulla base del riparto precedente, in attesa dell’assegnazione definitiva.
Tra le richieste figura infine la proroga per altri tre anni, a partire dal 2027, del programma nazionale per la diffusione dei defibrillatori automatici esterni (DAE), con uno stanziamento di 2 milioni di euro l’anno.
(Fonte QS)