Intelligenza artificiale, medicina personalizzata e di precisione, valorizzazione dei dati sanitari, riduzione delle liste d’attesa e delle disuguaglianze territoriali sono tra le principali priorità del nuovo Programma nazionale della ricerca sanitaria (PNRS) 2026-2028, trasmesso dal Ministero della Salute alle Regioni insieme allo schema del nuovo bando per la Ricerca finalizzata.
Un nuovo corso per la ricerca sanitaria italiana, sempre più orientato non solo alla qualità scientifica, ma anche alla capacità di produrre risultati concretamente trasferibili nel Servizio sanitario nazionale.
Il cambio di passo è esplicitato dallo stesso Comitato tecnico sanitario, che ha approvato all’unanimità il Programma lo scorso maggio. Rispetto al precedente impianto vengono aggiornati il ruolo degli Irccs e delle relative reti, viene rafforzata la medicina personalizzata mentre si ridimensiona la centralità del Covid, e cresce il peso di intelligenza artificiale, dati sanitari, ricerca organizzativa e valutazione delle ricadute effettive sul Ssn.
Il Programma parte da un principio preciso: la ricerca sanitaria deve essere considerata parte integrante delle attività del Ssn e una leva per garantire una sanità efficace, equa e capace di rispondere ai bisogni reali. Il nuovo triennio viene così collocato nel pieno della transizione digitale, dell’utilizzo crescente dei dati e dell’IA, dello sviluppo dell’assistenza territoriale e di un approccio One Health che tenga insieme salute umana, animale e ambiente.
Cinque le principali traiettorie strategiche indicate nello schema del bando. La prima riguarda lo sviluppo e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale in sanità, con particolare attenzione alla sicurezza, alla validazione e alla supervisione umana. La seconda punta sull’organizzazione del Servizio sanitario nazionale, attraverso studi destinati a migliorare l’efficienza dei processi e a ridurre sprechi, duplicazioni di esami, liste d’attesa e disuguaglianze territoriali.
Spazio anche alla collaborazione tra Irccs, con almeno un partner del Mezzogiorno, alla ricerca traslazionale per la medicina personalizzata e di precisione e allo sviluppo di infrastrutture e modelli per l’utilizzo e il riutilizzo dei dati sanitari, anche in collegamento con lo European Health Data Space.
Un ruolo centrale viene attribuito alla ricerca organizzativa, con studi sull’attuazione del DM 77 e sull’evoluzione dell’assistenza territoriale, sui modelli integrati per cronicità, multimorbidità e fragilità e sull’impatto organizzativo di farmaci e tecnologie. L’obiettivo è ridurre le differenze territoriali e rendere le innovazioni prodotte dalla ricerca concretamente trasferibili nei servizi.
Il Programma dedica inoltre particolare attenzione alla medicina personalizzata, basata sull’integrazione di dati omici, clinici, ambientali e digitali per individuare terapie più appropriate per il singolo paziente. Sul fronte della prevenzione vengono indicati anche programmi di screening genetico e genomico, compreso lo screening neonatale delle malattie genetiche trattabili.
Confermato anche l’approccio One Health, che dovrà sostenere la sorveglianza delle malattie infettive emergenti, la ricerca sull’antimicrobico-resistenza, la preparazione alle emergenze e l’integrazione dei dati relativi alla salute umana, animale e ambientale.
Per quanto riguarda l’intelligenza artificiale, il principio indicato è quello della supervisione umana: gli strumenti di IA potranno supportare l’analisi di grandi quantità di dati, la modellizzazione predittiva e alcuni processi valutativi, ma non potranno sostituire il giudizio degli esperti né determinare autonomamente l’assegnazione dei finanziamenti.
Novità anche per il prossimo bando di Ricerca finalizzata, con l’eliminazione della tipologia “Starting Grant”. Restano tre categorie: Ricerca finalizzata, Giovani ricercatori e progetti cofinanziati, tutti della durata di 36 mesi. Il finanziamento potrà andare da un minimo di 150mila a un massimo di 450mila euro per Ricerca finalizzata e Giovani ricercatori e fino a 700mila euro per i progetti cofinanziati. In quest’ultimo caso il soggetto privato dovrà garantire un contributo almeno pari a quello richiesto al Ministero.
Sul versante finanziario, la documentazione ministeriale indica uno stanziamento a regime per la Ricerca finalizzata pari a 43 milioni di euro l’anno. Per il nuovo bando da emanare nel 2027 vengono complessivamente programmati 129 milioni di euro, riferiti alle tre annualità finanziarie 2025, 2026 e 2027. A questi si affiancano i 150 milioni relativi al bando RF 2024, per un totale di 279 milioni oggetto di rimodulazione sulla base delle diverse rate di pagamento.
Il Programma dovrà ora superare il confronto con le Regioni. L’obiettivo del Ministero è comunque chiaro: spostare progressivamente il baricentro della ricerca finanziata dal Ssn verso impatto misurabile, trasferibilità, sostenibilità e riduzione delle disuguaglianze, facendo della capacità di tradurre l’innovazione in cure e servizi uno dei criteri centrali nella scelta dei progetti da finanziare.
(fonte QS)