È la prima regione la cui responsabilità è riconosciuta da un Tribunale
L’ annosa questione del rimborso spese per pazienti con Alzheimer e demenze gravi è giunta ad un punto di non ritorno: quando le prestazioni hanno un’alta componente sanitaria, rientrano nei Livelli Essenziali di Assistenza e devono essere finanziate dal Servizio Sanitario Nazionale. A mettere il punto fermo la sentenza n. 7943/2026 depositata il 20 maggio scorso dal Tribunale di Roma che, con la condanna della Regione Lazio, sostanzialmente chiude un percorso giurisprudenziale decennale e riposiziona il perimetro della responsabilità nel sistema sociosanitario. Negli ultimi anni la giurisprudenza si è consolidata attorno al principio ribadito dal Tribunale di Roma. Un principio peraltro già affermato dalla Cassazione (ord. n. 26943/2024), e confermato dalle Corti d’Appello di Milano (n. 1644/2025) e di Roma (n. 5696/2025).
La sentenza del Tribunale di Roma aggiunge però un elemento che mancava: la condanna diretta della Regione Lazio. Non devono rispondere più solo le ASL, non più solo le strutture, ma anche l’ente di governo del sistema sanitario regionale, nella sua funzione di programmazione, coordinamento e finanziamento. La Regione deve rispondere direttamente in giudizio per i rapporti giuridici derivanti dal suo ruolo di governance del SSR. Inoltre, stante la sentenza, va considerato anche il fatto che, nei casi di grave non autosufficienza, la componente sanitaria e quella socioassistenziale non sono separabili ai fini del riparto dei costi, quando inserite in un progetto terapeutico individualizzato. Stabilisce infine che le somme versate sino ad oggi sono qualificate come indebito oggettivo (art. 2033 c.c.), con esclusione della prescrizione breve e l’applicazione del termine ordinario di dieci anni. Sul piano pratico, la sentenza apre tre scenari per i procedimenti in corso o in fase di valutazione: l’ampliamento dei soggetti convenibili in giudizio; il rafforzamento delle posizioni già avanzate nei confronti di ASL e strutture; la possibilità di recuperare somme versate in un arco temporale più lungo grazie al termine di prescrizione decennale.
Si tratta in definitiva di una sentenza che interessa oggi oltre 1,43 milioni di italiani, con una proiezione di crescita - secondo il rapporto Alzheimer Europe 2025 - fino a 2,2 milioni entro il 2050. Le rette RSA rappresentano una delle principali voci di spesa per le famiglie. La progressiva sedimentazione della giurisprudenza sui LEA e sulla responsabilità sanitaria sta trasformando quello che per anni è stato un contenzioso di nicchia in un fronte di massa. La sentenza del Tribunale di Roma ne accelera sicuramente l’evoluzione.