Attualmente ne mancano 65 mila. Per lo standard europeo ne mancano 175 mila
Non se ne parla più tanto, perché ormai lo diamo per scontato e tutti gli italiani ne sono a conoscenza; ma ciò non toglie il fatto che nel Paese si fa sempre più critica la mancanza di infermieri nel Servizio Sanitario Nazionale: attualmente ne mancano 65 mila, ma ce ne vorrebbero almeno 175 mila per raggiungere l’Europa.
Dunque resta il problema che In Italia il personale infermieristico è insufficiente a garantire i livelli essenziali di assistenza. Il Paese conta 6,5 infermieri ogni mille abitanti, contro una media OCSE prossima a 10.
la dimensione del deficit la fornisce la FNOPI (Federazione nazionale degli Ordini degli infermieri). Il Rapporto medico/infermiere in Italia è di circa 1,4 a 1, ben sotto la soglia europea che supera 2,5 a . Le cause principali del gap: Blocco del turnover e oltre 10.000 pensionamenti l’anno. Ma anche retribuzioni non competitive e carichi di lavoro gravosi, che spingono molti a lasciare il SSN (più della metà valuterebbe l’uscita). C'è poi l'insufficiente ricambio formativo, lo scarso appeal della professione e criticità nella filiera educativa.Leva per colmare il gap: ad oggi è l’unico titolo specialistico riconosciuto a livello nazionale, cioè la laurea magistrale in Scienze infermieristiche e ostetriche. La triennale abilita all’esercizio, mentre il biennio di secondo livello apre al coordinamento, alla didattica, alla ricerca e ad alcune attività avanzate. Non medicalizza il profilo, ma ne potenzia competenze gestionali, formative, di ricerca e nell’assistenza territoriale. C’è poi da considerare il fatto che con il PNRR e le Case della comunità, la domanda di laureati magistrali è in rapida ascesa.
Come per i medici anche per gli infermieri però quello che sarebbe più importante, forse anche del soldo nudo e crudo, il riconoscimento della loro professionalità e la piena disposizione ad ascoltarli e ad assicurarne la dignità e l’opportunità di svolkgere in serenità la loro delicata professione.