Entro fine anno in tutti gli ospedali della Lombardia sarà possibile far entrare il proprio amico a 4 zampe. Una decisione all’avanguardia quella annunciata dall'assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera.
Per il pet di famiglia le porte delle strutture sanitarie sono sempre state chiuse. Fino a oggi. Almeno in Lombardia, dove il 60% degli ospedali ha già recepito e fatto proprio il Regolamento della Regione che consente la visita degli animali domestici ai pazienti ricoverati, in determinati reparti e spazi e rispettando una serie di accorgimenti necessari per tutelare la sicurezza di tutti. Sedici Asst hanno già aderito ed entro poche settimane anche le altre completeranno il percorso.
E’ stato fatto persino uno spot nel quale l’attore Cirilli, in camice bianco interpreta il medico di un ospedale, assiste l'arrivo di Luna, il cane di una giovane paziente, e vede accendersi un grande  un sorriso sul volto della paziente, che illumina la stanza di colori, mentre la giovane lo abbraccia e si lascia circondare dalle sue festose manifestazioni d'affetto. L'ammissione dei pet in ospedale, è fondamentale perché  si riconosce all’animale lo status di membro della famiglia al 100%, che ha diritto di far visita al proprio caro. Speriamo che la Lombardia, che è una locomotiva per l'Italia, faccia da traino e che le altre Regioni seguano nel giro di poco il suo esempio.

La Regione Lombardia lancia il nuovo progetto di riforma della presa in carico della cronicità. Una riforma ambiziosa e complessa che necessita della partecipazione di tutti gli attori del sistema, dalle farmacie ai MMG agli ospedali. L’obiettivo è di migliorare l’assistenza ai malati cronici con percorsi assistenziali definiti sia in termini di salute che di sostenibilità economica. Grazie a pdta coordinati e a una medicina di iniziativa articolata nel chi fa chi e che cosa, il rapporto ospedale territorio si realizzerà pienamente e il paziente cronico potrà essere gestito il più possibile a domicilio con ricadute positive sia per i cittadini che per il SSR. http://www.motoresanita.it/wordpress/events/modello-lombardola-presa-in-carico-del-paziente//

 “Nessuno stop dal Tar al percorso innovativo per la presa in carico di 3 milioni di pazienti cronici lombardi. Contrariamente a quanto predetto dall’Umi (Unione medici italiani), ieri, non è arrivata nessuna sospensiva dal Tribunale Amministrativo regionale. La nostra riforma del sistema sanitario regionale ègiusta e va avanti a gonfie vele”. Così l'assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera commenta gli esiti dell’udienza di ieri del Tar, chiamato ad esprimersi sui ricorsi presentati da alcune associazioni di medici di medicina generale contro la riforma regionale per la gestione delle cronicità. Ieri, dunque, non è arrivata alcuna sospensiva alle delibere regionali. Ma i giudici torneranno ad esprimersi a settembre, con nuove udienze sui ricorsi presentati anche da altre associazioni dei medici. “Una decisione sulla quale confidavamo - ha detto Gallera - vista la coerenza degli atti col Piano Nazionale Cronicità. Nelle nostre delibere, contrariamente a quanto insinuato dai ricorrenti, non vi e' alcun danno, tanto meno attuale e irreparabile, per la categoria dei medici delle cure primarie, che anzi dal processo assistenziale avviato potranno ricavare occasioni di crescita professionale, grazie al confronto con gli specialisti e alla piena integrazione della rete di offerta”.

La delibera per la gestione delle cronicità della Regione Lombardia non convince tutti i medici della Regione. E scatta il ricorso al Tar. A presentarlo “Medicina democratica”, movimento nato nel 2003 ormato, come si legge sul proprio sito, “da medici, ricercatori ed altri tecnici della prevenzione e della sanità insieme ai più svariati soggetti, cittadini utenti del Servizio Sanitario Nazionale”, e, come si apprende sempre dal sito del movimento, in prima linea anche contro il decreto vaccini recentemente varato dal Governo.