Ha raggiunto quota 61 il numero dei centri SportHabile in Toscana. Questa mattina è stato infatti confermato il riconoscimento a ulteriori 17 centri di promozione dello sport paralimpico che vanno ad ampliare la rete istituita dal Progetto SportHabile nel 2010 in seguito alla proposta avanzata dal Cip Toscana, in collaborazione con il Coni e con l'appoggio della FAND e della FISH, alla Regione Toscana per la creazione di una rete di strutture in grado di accogliere anche gli sportivi disabili. Da quando è nato il progetto la partecipazione dei disabi9li allo sport si è incrementata del 70%.

“Questo è un risultato importantissimo in gran parte merito del CIP e del progetto ‘Un battito d'ali per lo sport’”, ha affermato l’assessore al diritto alla Salute Stefania Saccardi. “Lo sport è un pezzo importante della terapia e del sostegno alle persone con disabilità. E la Toscana è una terra dove c'è grande attenzione a tutto questo. Il connubio tra sport e disabilità è un segno di grande civiltà. Il nostro principio fondante è dare a tutti l'opportunità di fare sport”.

Grandi preoccupazioni in Toscana per ulteriori possibili tagli in sanità. Le sprimomo le associazioni presenti nei comitati di partecipazione delle Aziende sanitarie toscane in una lettera aperta inviata alle autorità sanitarie regionali.
La Toscana, spiegano nella lettera, “ha accolto nel 2004 l’indicazione del Ministero ed ha praticato sia il taglio dei posti letto sia del personale sanitario, non andando a sostituire il personale che andava in pensione. La cura è stata molto, molto forte, tanto che oggi vengono denunciate carenze di posti letto, con i Pronto Soccorso talvolta intasati all’inverosimile, anche a causa della impossibilità di trasferire i pazienti nei reparti”.Ciò ha comportato disagi per i cittadini, ma ha fatto sì che la Regione si comportasse “in modo virtuoso, anzi alcune Aziende sono andate anche oltre alle percentuali richieste all’epoca per adeguarsi alle direttive ministeriali”.
Nonostante ciò, proseguono le associazioni, “viene chiesto anche a noi di fare ancora una volta una cura dimagrante che il nostro sistema ha già fatto mentre si trova invece di fronte all’urgenza di dare piena attuazione in tutti i campi, alla riforma avviata, ma non conclusa. Noi temiamo fortemente che il nostro sistema non sia in grado di sopportare una nuova cura di questo genere”.
 Inoltre, prosegue la lettera, non si tiene conto delle differenze tra le diverse Regioni. Una cosa sono regioni come la Lombardia, “dove, per scelta regionale, si è molto incentivato il privato convenzionato che mette a disposizione i posti letto e le strutture che il pubblico va a togliere”. Altra cosa è la Toscana, che “si è finora sempre distinta per la scelta di privilegiare il pubblico, considerata a ragione una scelta etica e sociale di grande importanza. Oggi purtroppo ci chiediamo quale sia il progetto che si ha in mente. Praticare ancora tagli di personale, in un sistema in grave sofferenza è impossibile, a meno che non si voglia distruggere ciò che negli anni passati è stato fatto a favore soprattutto delle fasce più deboli e svantaggiate che non possono rivolgersi al privato”.

 Il 17 gennaio scorso, l'assessore regionale al Diritto alla Salute della Regione Toscana Stefania Saccardi ha presentato al Consiglio Regionale l'informativa preliminare sul nuovo Piano Sanitario e Sociale Integrato Regionale 2018-2020.

Il cronoprogramma prevede ora, a partire dal mese di febbraio, una seconda fase di ascolto di cittadini, associazioni e professionisti, poi, a giugno l'esame della giunta regionale, in luglio l'esame e l'approvazione del Consiglio per rendere operativo il PSSIR entro settembre.

Tre le parole chiave del nuovo piano, ha detto Saccardi.

Rete, innanzitutto: la costruzione e lo sviluppo di reti, in cui più professionisti e più istituzioni operano in modo interdipendente, sono la possibile risposta alla necessità di cogliere e accogliere la complessità del sistema.

Responsabilità: è la parola chiave che evidenzia la necessità di rispondere, rendere conto in modo trasparente delle conseguenze che le proprie scelte e il proprio operato possono determinare nei confronti di risorse e persone che sono state affidate.

Infine, sostenibilità, cioè la garanzia di perdurare nel tempo massimizzando l'utilità delle risorse impiegate. Sostenibilità, quindi, intesa non solo come utilizzo efficiente delle risorse nei vincoli previsti, ma come capacità di rispondere ai bisogni degli utenti in modo efficiente ed efficace.

 

La commissione Sanità del Consiglio della Regione Toscana ha approvato a maggioranza (tutti i voti a favore con la sola astensione della Lega) un testo che integra e aggiorna la normativa regionale in materia di prevenzione del gioco d'azzardo patologico.

Si è concluso così un iter che ha visto un lungo lavoro di unificazione di due testi di legge distinti presentati sull’argomento. Nello specifico l'atto, fra le altre cose, integra la disposizione che vieta l'apertura di centri di scommesse e di spazi per il gioco con vincita in denaro e la nuova installazione di apparecchi per il gioco lecito, prevedendo il divieto a una distanza inferiore a 500 metri da scuole, luoghi di culto, centri socio ricreativi e sportivi, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario e socio-assistenziale, istituti di credito e sportelli bancomat, esercizi di compravendita di oggetti preziosi e oro usati. Vengono inoltre ridefiniti gli obblighi di frequentare corsi di formazione per i gestori di centri di scommesse e di spazi per il gioco con vincita in denaro, e adeguate le sanzioni (da 1000 a 5000 euro) nel caso di inosservanza dell'obbligo.