La Regione Marche è in prima linea per risolvere la questione pediatri a Fabriano”, la richiesta di deroga al Punto nascita fatta al Ministero “è legittima” e “la ricerca del personale è una priorità”. È quanto afferma la Regione Marche in una nota che fa il punto sul destino del Punto nascita di Fabriano.

Nella nota si spiega che per l’Area vasta 2, negli ultimi tre anni, sono stati espletati due concorsi a tempo indeterminato rispettivamente con 15 e 9 pediatri collocati in graduatoria. Di tutti questi 7 hanno accettato e sono stati assegnati alla pediatria di Fabriano, (2 hanno dato le dimissioni, 2 si sono trasferiti , 1 assente per aspettativa). Sono state altresì conclusi anche 3 avvisi a tempo determinato rispettivamente con 3, 2 ,0 pediatri che hanno partecipato, di questi ne sono stati assunti per Fabriano 2 che successivamente sono diventati, con le procedure concorsuali, a tempo indeterminato.

“Da tempo si è evidenziata in Italia una situazione di carenza delle figure mediche specialistiche.L’attuale sistema italiano delle scuole di specializzazione in medicina, non garantirà – secondo gli esperti – un numero sufficiente di specialisti per il prossimo futuro. Oggi, infatti, i posti resi disponibili per le scuole di specializzazione sono complessivamente circa 6.500 l’anno, ma secondo le nostre stime ne sarebbero necessari almeno 8.500”, afferma la Regione. Che prosegue con i dati a sostegno della loro tesi, spiega: “In Italia (dato Eurostat 2016) abbiamo 295,55 specialisti per 100 mila abitanti e per i pediatri 28,34 per 100 mila persone questo dato è simile a quello europeo, la differenza dell’Italia è che qui sono previsti i pediatri di libera scelta che riduce notevolmente il numero di pediatri che si dedicano agli ospedali. A mancare sono soprattutto pediatri, medici di pronto soccorso, chirurghi, ginecologi e anestesisti”.

 

 

Più sicurezza e qualità nelle Case famiglia dell’Emilia-Romagna, a tutela degli ospiti, persone non autosufficienti, spesso anziani, e dei loro familiari. Requisiti minimi di qualità, omogenei per tutto il territorio regionale, che devono essere rispettati per l’avvio e l’esercizio dell’attività, dalle caratteristiche strutturali a quelle organizzative e di funzionamento. Un’attività strutturata di vigilanza e controllo, senza preavviso né limiti di orario, per verificare il possesso e il mantenimento degli standard richiesti, ma anche per prevenire episodi di abusi e maltrattamenti. La creazione di specifici elenchi comunali con le strutture d’eccellenza (“Case famiglia di qualità”) che, su base volontaria, dimostreranno di possedere elementi aggiuntivi migliorativi per la qualità della vita e l’assistenza degli ospiti.

Questi i punti principali degli “Indirizzi regionali per i regolamenti locali sulle Case famiglia” elaborati da Regione e Anci Emilia-Romagna con la collaborazione e la condivisione di Organizzazioni sindacali - con le quali è stato sottoscritto uno specifico Accordo - Associazioni di pazienti e famigliari, esperti dei Comuni e delle Aziende Usl, Comitati Consultivi Misti.

 

Un agile volumetto che contiene i risultati della dettagliata rilevazione finalizzata ad analizzare l’organizzazione dei servizi sanitari e sociali territoriali della regione Marche, a sostegno della programmazione per rispondere meglio ai bisogni dei cittadini con servizi adeguati e attenti alla salute delle persone.

Così può essere descritto il Rapporto 2018 “L’organizzazione dei Servizi Sanitari e Sociali Territoriali della Regione Marche”. Il documento è il frutto di un progetto di ricerca avviato un anno fa con l’obiettivo di acquisire elementi di analisi utili alla conoscenza della strutturazione e dell’organizzazione dei Distretti Sanitari e degli Ambiti Territoriali Sociali.

“Conoscere il nostro territorio è fondamentale sia nell’ottica di coniugare sempre di più le esigenze di crescita economica con quelle della tutela della qualità della vita delle persone e della riduzione delle disuguaglianze sociali, sia nell’assunzione di un ruolo di regia e governance della rete dei soggetti impegnati nella realizzazione del sistema del welfare”, scrive il presidente della Regine marche Luca Ceriscioli nella prefazione al volume. “Il quadro che emerge dalla ricerca è, comprensibilmente, in chiaroscuro, ma tratteggia con nitidezza una serie di questioni importanti, scandite dai diversi capitoli: le diverse caratteristiche geografiche e demografiche dei territori, la struttura organizzativa di Distretti Sanitari e Ambiti Sociali, le dimensioni del-’orientamento della domanda di salute e di partecipazione dei cittadini, lo stato delle Unità Operative Sociali e Sanitarie per il governo della domanda e integrazione socio-sanitaria, i rapporti sul territorio tra i ruoli tecnici e politici”, aggiunge Lucia Di Furia, direttore dell’Agenzia Regionale Sanitaria della Regione Marche.

Realizzare percorsi formativi ad hoc per gli operatori che forniscono assistenza alle donne vittime di violenza in modo da migliorare la capacità di accoglienza delle donne che subiscono violenza e dei loro figli.

È a questo scopo che la Regione Emilia Romagna ha destinato 240 mila euro nell'ambito di uno specifico 'Percorso per le donne che subiscono violenza'.

“Sappiamo quanto sia importante, per una donna che abbia subito violenza, affrontare le ‘prime fasi’ perché naturalmente è il momento in cui è più fragile e indifesa”, ha commentato l’assessore alle Pari opportunità Emma Petitti, intervenuta al seminario. “Il ruolo degli operatori che si trovano a gestire l’emergenza è per questo molto importante. Con questa iniziativa aggiungiamo un tassello in più che conferma ancora una volta la nostra capacità di fare rete, uno dei punti di forza che fanno della nostra Regione un modello di eccellenza in Italia nel contrasto alla violenza contro le donne”.

Le professionalità che entrano in contatto con i destinatari del “Percorso” dovranno essere formate per prendere in carico i casi di violenza dichiarati, individuare le situazioni di rischio e fornire assistenza specifica secondo un modello condiviso e attraverso una rete di servizi dedicati. Per questo sono coinvolti operatori del pronto soccorso, del 118 e, in generale, della rete ospedaliera e territoriale sanitaria e sociale.

 

L’Hospital Piccole Figlie di Parma è in copertina sull’ edizione 2018 delle Pagine Gialle di Parma e provincia come testimonial dei 50 anni del tradizionale elenco. La struttura sanitaria, tra le varie attività portate avanti, ha scelto di descrivere il centro Hope, un centro di diagnosi e cura del dolore, che si avvale di un approccio multidisciplinare per una presa in carico olistica del paziente.  

Sponde, cinture, farmaci, ma anche porte chiuse e nessuna possibilità di uscire dalla propria stanza. Sono gli strumenti più frequenti per contenere gli ospiti delle strutture residenziali per anziani. Vere e proprie barriere, fisiche o farmacologiche, che ne impediscono il movimento e le relazioni sociali, ma che, evidenzia la Asul di Bologna, “non proteggono la persona anziana dal rischio di cadute e che possono causare gravi effetti negativi proprio sulle abilità motorie, cognitive e relazionali. La letteratura scientifica ha chiarito, invece, che la non contenzione riduce le fratture di femore”. Per questo nelle 57 Case Residenza per Anziani presenti nel territorio dell’Azienda Usl di Bologna è stato avviato, da un paio d’anni, “Liberi dalla Contenzione”, un progetto per l’abbandono progressivo  delle forme di contenzione e per il miglioramento della qualità della vita delle persone anziane ospiti delle strutture residenziali. Ad oggi, il 65% dei 2.800 ospiti delle Case Residenza per Anziani bolognesi vive libero dalla contenzione.

Cgil, Cisl e Uil Marche denunciano "l'evidente distanza che sussiste tra i bisogni di salute dei cittadini e le risposte che questi ottengono dal servizio sanitario marchigiano. In questo quadro risulta incomprensibile la costante indisponibilità della Regione Marche, dal 2015 ad oggi, al confronto con le parti sociali".

"Sul percorso di riorganizzazione della sanità regionale, in particolare, la Giunta - seguitano i sindacati - ha azzerato l'interlocuzione e procede all'insegna della massima opacità e autoreferenzialità, omettendo sistematicamente tutti i dati e le informazioni necessarie a programmare e gestire il sistema sanitario". Per queste ragioni, i sindacati hanno deciso di "avviare un percorso di mobilitazione col quale coinvolgere le comunità locali per provare a spezzare il pericoloso meccanismo autoreferenziale sul quale si è inceppato il governo della sanità marchigiana".

Prorogate al 30 settembre 2017 le misure e le esenzioni sanitarie straordinarie (T16) per tutti i residenti dei Comuni marchigiani coinvolti negli eventi sismici dei mesi scorsi. Lo ha deciso la giunta marchigiana.
 
In origine la scadenza era stata fissata provvisoriamente al  prossimo 30 aprile, ma superata la prima fase emergenziale, la Regione ha ritenuto opportuno rivedere quanto stabilito con le precedenti deliberazioni al fine di sostenere chi effettivamente ha subito dei danni, concentrando gli interventi su questi soggetti e assicurando allo stesso tempo il miglior utilizzo delle risorse pubbliche.
 
In particolare quindi, tutti gli interessati, entro la fine del mese di aprile, dovranno rivolgersi agli sportelli dedicati dell’Area Vasta di competenza per provvedere a rilascio dell’ autocertificazione che contenga la dichiarazione di inagibilità dell’abitazione di residenza o l’avvenuta richiesta di verifica di agibilità.
 
Agli stessi sarà consegnato un tesserino di esenzione con scadenza 30.09.2017, salvo proroghe. La Direzione generale ASUR da parte sua si impegna ad adottare le adeguate misure organizzative per agevolare le attività, riducendo al minimo i disagi per gli assistiti. ESENZIONE FARMACEUTICA: in considerazione del fatto che la Regione Marche non ha introdotto i ticket per l’erogazione dei farmaci, per quanto riguarda l’assistenza farmaceutica si richiamano le regole prescrittive generali.  Le altre misure aggiunte a causa del sisma saranno erogate fino al 30 aprile. Si mantiene l’erogazione gratuita di latti artificiali ai neonati fino al compimento del 6° mese di età e la singola prescrizione non può superare la fornitura di un mese.
 
ESENZIONE PRESTAZIONI DI SPECIALISTICA AMBULATORIALE: si mantiene il diritto all’esenzione dalla compartecipazione alla spesa sanitaria relativamente alle prestazioni di specialistica ambulatoriale, usufruite presso le strutture sanitarie pubbliche e private accreditate e con rapporto contrattuale con il SSN.
 
VALIDITA’ TEMPORALE: dal 1° maggio 2017 le esenzioni registrate nell’Anagrafe Regionale Centralizzata Assistiti (ARCA), non supportate dall’autocertificazione, saranno eliminate. Non sono previsti rimborsi di eventuali ticket già corrisposti per prestazioni erogate nei termini di validità di tale esenzione.
 
SOGGETTI AVENTI DIRITTO:  Sono i residenti nei Comuni marchigiani colpiti dagli eventi sismici che autocertifichino di avere ottenuto la dichiarazione di inagibilità dell’abitazione di residenza o che abbiamo fatto richiesta. Di seguito sono riportati gli 87 Comuni colpiti dagli eventi sismici inseriti negli Allegati 1 e 2 alla Legge 229/2016:
Provincia di Fermo: Amandola; Belmonte Piceno; Falerone; Massa Fermana; Monsampietro;  Morico; Montappone; Monte Rinaldo; Monte Vidon Corrado;  Montefalcone Appennino; Montefortino; Montegiorgio; Monteleone; Montelparo; Ortezzano; Santa Vittoria in Matenano;  Servigliano; Smerillo.
 
Provincia di Macerata: Acquacanina; Apiro; Belforte del Chienti; Bolognola; Caldarola; Camerino; Camporotondo di Fiastrone; Castelraimondo; Castelsantangelo sul nera; Cessapalombo; Cingoli; Colmurano; Corridonia; Esanatoglia; Fiastra; Fiordimonte; Fiuminata; Gagliole; Gualdo; Loro Piceno; Macerata; Matelica; Mogliano; Monte San Martino; Montecavallo; Muccia, Penna San Giovanni; Petriolo; Pieve Torina; Pievebovigliana; Pioraco; Poggio San Vicino; Pollenza; Ripe San Ginesio; San Severino Marche; Sant’Angelo in Pontano; Sarnano; Sefro; Serrapetrona; Serravalle del Chienti, Tolentino; Treia; Urbisaglia; Ussita, Visso.
 
Provincia di Ascoli: Acquasanta Terme; Appignano del Tronto; Arquata del Tronto; Ascoli Piceno; Castel di Lama; Castignano; Castorano; Colli del Tronto; Comunanza; Cossignano; Folignano; Force; Maltignano; Montalto delle Marche; Montedinove; Montegallo; Montemonaco; Offida; Palmiano; Roccafluvione; Rotella; Venarotta.
 
Provincia di Ancona: Cerreto d’Esi; Fabriano.
 
A questi si aggiungono i soggetti residenti nei Comuni marchigiani diversi da quelli sopra indicati che, a seguito degli eventi sismici, autocertifichino di aver ottenuto la dichiarazione di inagibilità dell’abitazione residenza o che abbiano fatto richiesta.

E' stato firmato un protocollo d'intesa tra l'assessore alla Sanità della Regione Marche Luca Ceriscioli, gli enti del sistema sanitario regionale e le organizzazioni sindacali del comparto in merito ai fondi sulla produttività. Con questo documento l'Asur, le aziende e l'Inrca si impegnano a erogare i saldi degli incentivi dell'anno 2016, entro il mese di gennaio 2017. Nelle aree vaste dell'Asur verranno attivate verifiche sulla quantificazione dei fondi contrattuali del personale, così come concordato con le organizzazioni sindacali e le Rsu del comparto. Infine con il protocollo la Regione mette a disposizione il risparmio derivante dalla legge sulla razionalizzazione della spesa, per incentivi nei diversi enti del sistema sanitario per specifiche progettualità.