La regione Lazio ha riacquistato  16 delle 49 strutture ancora coinvolte nell’operazione San.Im, nata nel 2002 per iniziativa dell’allora presidente Francesco Storace, il quale quindici anni fa, con l’accordo delò Consiglio regionale,  per coprire i disavanzi pregressi delle Asl, pensò i di costiture una società San.Im e vendere 56 strutture del patrimonio sanitario del Lazio per coprire i disavanzi delle gestioni sanitarie pregresse, portando a consistenti squilibri nella gestione patrimoniale delle Aziende. Nel 2002. San.Im. concede gli ospedali in locazione alle Asl Fissato per il 2033 il riscatto delle strutture in leasing. La Regione Lazio corrisponde il canone di locazione a San.im, che cede i crediti relativi all’affitto a una società di cartolarizzazione (Cartesio S.r.l.). Lo scorso marzo erano ancora 49 le strutture per cui la Regione pagava canoni di affitto. Oggi, 16 di quei 49 ospedali pubblici che erano stati venduti e per cui si pagava l’affitto tornano di proprietà delle Asl. “Cancelliamo una delle tante follie che abbiamo trovato in questi anni”, afferma Zingaretti dal proprio blog. “Un nuovo pezzo di sanità che rimettiamo a posto, liberando risorse da destinare a nuovi servizi, a migliorare le strutture e il livello delle cure. Non è con i regali che il Lazio esce dal commissariamento, ma con un’azione ostinata, coerente ed efficace di risanamento che tocca tutti i settori del sistema della salute: dalla ristrutturazione del debito, al personale, fino al potenziamento sulle strutture sanitarie”. C’è da dire che il Lazio spende circa mezzo miliardo di euro per avere ciò che era suo.

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