Anche la Regione Campania recepisce l’accordo Stato-Regioni in materia di fecondazione assistita. “Con decreto commissariale, oggi, il Presidente Commissario Vincenzo De Luca – si legge in una nota - ha recepito formalmente in Regione Campania le direttive della Conferenza delle Regioni e Stato/Regioni volte ad assicurare il diritto, costituzionalmente garantito, di accesso alle tecniche di fecondazione assistita (linee guida su fecondazione eterologa; tariffa unica per fecondazione eterologa; regime controlli per PMA) e ha dato mandato agli uffici di aggiornare e adeguare l'intera disciplina regionale sul tema, anche in attuazione del DCA 8/2018 con la massima sollecitudine".

"Nelle more dell'aggiornamento - sottolinea la Regione - è stata disposta la sospensione della delibera che attualmente esclude il rimborso delle spese per fecondazione assistita eterologa alle coppie che si rivolgano ad altre Regioni”.

Via libera al nuovo piano ospedaliero in Campania, Ne dà notizia una nota della Regione che sottolinea come, per quanto riguarda gli adempimenti richiesti, sono stati sbloccati altri 300 milioni relativi al 2015, che si aggiungono ai 600 milioni già conseguiti per il 2013 ed il 2014 - Complessivamente si è riusciti a recuperare da agosto scorso ad oggi, da quando il commissario è Vincenzo De Luca, 900 milioni di euro che erano bloccati da precedenti inadempienze. Peraltro è stato verificato il risultato economico positivo del Servizio Sanitario Regionale anche per il 2017 (in continuità con il 2016), e il conseguimento di un sensibile miglioramento del punteggio della griglia LEA 2016 (124 punti rispetto ai 106 del 2015), con la previsione di un ulteriore netto miglioramento dei punteggi sui livelli essenziali di assistenza per il 2017. Analoga positiva verifica vi è stata sull'avanzamento nella copertura integrale delle perdite residue pregresse del SSR che hanno portato a suo tempo la Campania in piano di rientro.

“Stiamo lavorando a un nuovo modello per la cura delle malattie croniche che operi all'interno della sanità pubblica, rafforzando le capacità di risposta alle nuove esigenze di salute. La nostra intenzione è mettere al centro il ruolo dei medici di famiglia ed estendere su tutto il territorio piemontese esperienze già sperimentate in alcune realtà con risultati positivi, come l'infermiere di comunità e la telemedicina".
Lo sottolinea l'assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta, che ha partecipato questo pomeriggio a Torino alla presentazione del Piano della cronicità della Regione Piemonte, insieme agli assessori alle Politiche sociali Augusto Ferrari e alle Attività produttive Giuseppina De Santis.
Il Piano della cronicità è il progetto della Giunta regionale per affrontare l'aumento delle malattie croniche, un fenomeno che si sta verificando a livello nazionale ed europeo ed è strettamente correlato all'invecchiamento della popolazione. Si stima, ad esempio, che almeno il 40% dei piemontesi soffra di una malattia cronica grave e che a livello mondiale circa il 70-80% delle risorse sanitarie sia impiegato per la gestione delle malattie croniche. L'obiettivo del Piano è modificare la prospettiva utilizzata fino a questo momento per la presa in carico dei pazienti, concentrando negli ospedali la competenza su urgenze e alta specializzazione e affidando all'assistenza territoriale la cura delle malattie croniche.
In questo senso, dunque, gli elementi fondanti del progetto sono l'incremento della domiciliarità, anche attraverso l'uso della tecnologia (dalla teleassistenza domiciliare al teleconsulto specialistico), la realizzazione di reti assistenziali, la centralità del ruolo dei medici di famiglia, la riorganizzazione operativa degli ospedali e dei distretti, l'elaborazione di piani di cura personalizzati per i pazienti, la creazione di percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali integrati ospedale-territorio e omogenei a livello regionale.

Nasce in Campania il servizio Pronto pain tramite il portale www.hospicecampania.it. Un servizio in più per garantire ai cittadini della Campania sollievo nel dolore. “Pronto Pain - spiega il direttore dell'Osservatorio regionale Cure palliative e Medicina del dolore in Campania Sergio Canzanella - ci consentirà di rispondere in modo appropriato all'esigenza dei pazienti e del loro iter diagnostico terapeutico. L'iniziativa rientra tra le attività di collaborazione con l'Azienda ospedaliera universitaria Policlinico Università di Napoli Federico II, l’ospedale universitario San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona, l'Asl Napoli 2 Nord, Napoli 3 Sud, Benevento, l'Associazione italiana cure palliative e la Fondazione Medicina palliativa onlus e permetterà l’interazione con le altre istituzioni sanitarie pubbliche e private del territorio e con i Medici di medicina generale e gli specialisti del dolore”. Il servizio Pronto pain, sarà attivo da marzo anche grazie all'apporto dei volontari dell'Associazione House Hospital onlus.

Duro atto d'accusa contro la gestione commissariale della sanità nella Regione Campania contenuto in una lettera aperta dei direttori generali di Asl e aziende ospedaliere campane, che si schierano al fianco del governatore De Luca.  "Gli otto anni di commissariamento – si legge nella lettera -  hanno generato solo una riduzione di 15.000 professionisti nel nostro sistema Sanitario Regionale, portandoci così facilmente ad una virtuosità finanziaria che ha causato un drastico calo della capacità di assistere i cittadini. Quello ottenuto è stato un puro lifting finanziario, realizzato a scapito della salute di milioni di campani. In questi anni, infatti, non si è mai intervenuti sui reali meccanismi di formazione della spesa. Tant'è che la programmazione dal 2009 si fa producendo un valzer di piani ospedalieri e territoriali. Tutti inapplicati perché inapplicabili e nessuno realmente realizzato confrontandosi quotidianamente e concretamente con l'organizzazione della sanità regionale".

La Campania è ultima nella classifica dei Lea. Il governatore De Luca prende spunto proprio dalla disastrosa situazione dei Lea per rivendicare la nomina a commissario per la sanità. La replica al ministro è affidata al suo consigliere della Sanità Enrico Coscioni. «Bene, dopo otto anni di commissari nominati dal governo, questi sono i risultati. È il migliore argomento - ha detto Coscioni - a favore della necessità di andare oltre i commissari”. E' l'ultimo atto della diatriba tra il Governatore della Campania  e il Ministro della salute Lorenzin. La situazione della sanità in Campania è effettivamente molto preoccupante.Tuttavia la richiesta di De Luca non è ricevibile tout court .“C'è una legge – avverte infatti Lorenzin - che prevede che il controllore e il controllato non siano la stessa persona. Poi in Parlamento, con un emendamento, si dà la possibilità al governo di rivedere in determinate condizioni questa norma. Ma è una scelta del governo». Insomma, il fatto che sia stato nuovamente previsto che un presidente di Regione possa guidare la Sanità non comporta alcun automatismo”. “ Peraltro, ha osservato la Lorenzin, la situazione della Sanità in Campania è tale da richiedere ancora una fase di accompagnamento. «Il nostro obiettivo in Campania - ha concluso il ministro – è aumentare i risultati relativi alla griglia dei Lea (Livelli essenziali di assistenza) che in Campania sono disastrosi».

Il 4 novembre 2016 le strutture sanitarie private della Regione Campania, scioperano per due diversi motivi: infatti oltre a partecipare all' astensione collettiva (generale e nazionale) proclamata dalla Usi-Ait e dalla Cub, aderiscono anche a quella (settoriale e regionale) indetta dalla Cisl Fp e dalla Uil Fpl. Tale coincidenza tuttavia non comporta ulteriori adempimenti in capo alle strutture, in quanto le procedure per la garanzia dei servizi minimi essenziali sono le medesime per entrambi gli scioperi."

Il Presidente della Regione Vincenzo De Luca, facendo seguito alle iniziative intraprese per l’assistenza ai disabili, e alle riunioni con i vertici delle strutture sanitarie regionali avute nelle settimane scorse per superare le possibili conseguenze del decreto n. 85 firmato dal Commissario alla Sanità, ha inviato un ordine di servizio ai direttori generali delle Aziende Sanitarie Locali.L'invito del Governatore della Campania è “a porre tempestivamente in essere ogni utile azione al fine di scongiurare ipotesi di sospensione nell’erogazione delle prestazioni sanitarie ai disabili e di garantire il diritto alla salute di soggetti particolarmente deboli”.

"Ai centri accreditati della diabetologia viene impedito di lavorare. Denunceremo il dottor D'Amore, direttore Asl Napoli 2, perche' sta facendo assistere malati cronici di diabete in strutture prive del decreto di apertura e funzionamento. De Luca? La luna di miele è finita. Bisogna restituire i fondi che ci sono stati sottratti alla specialistica. Siamo imprenditori professionisti ai quali sono state sottratte risorse ed ai quali si sottraggono ancora pazienti per mandarli in strutture che non sono a posto. Andremo fino in fondo". Cosi' Vincenzo D'Anna, presidente nazionale Federlab e senatore ALA in una conferenza stampa indetta dalle associazioni di categoria rappresentative delle tre macro aree (Specialistica Ambulatoriale, Ospedalità, Riabilitazione) della sanità privata accreditata (FederLab, Aiop Campania, Anpric, Aris, Aspat Campania, Confederazione Centri Antidiabete, Confindustria Campania, Coordinamento Aias Anffas, Federcardio, Nova Campania e Snr) oggi all'Unione Industriali a Napoli. "Ho detto a De Luca: se vuoi farti tutte le analisi (55 milioni) nei centri pubblici, fai pure, ma sappi che ognuna di esse ti costera' 2 euro in piu'. Basta confondere il profitto con i profittatori. Basta pregiudizi contro la sanita' privata accreditata. Basta tagli solo nei confronti del privato. Vado all'arche' delle cose: il nodo e' politico.

Abbiamo un governatore che ha fatto dell'abolizione dei tetti di spesa un punto d'onore. Sono convinto che, da taroccare i fondi e senza - dice D'Anna - la pretesa che basti un wc purche' gestito dallo Stato, perche' le cose vadano bene, questa regione non si salvera'". Capitolo a parte e' quello per la 'spendig review'. "Magari ci riportassero ai livelli di dieci anni fa. Almeno - aggiunge il presidente di Federlab - ci ridarebbero i soldi che ci hanno sottratto fraudolentemente". Nessun timore poi per eventuali controlli ai servizi offerti dai privati anche perche' "per monitorare la sanita' pubblica dichiara il senatore - ci vorrebbero i Nas". D'Anna ironizza poi su come gestire i rimborsi. "Spalmare il budget mensilmente? Che scienziati i nostri commissari: invece di fare quattro mesi di digiuno faremo quindici giorni di digiuno ogni mese" E ancora: "La Campania non e' l'Asl di Lucca, retta a suo tempo, dall'attuale commissario Po limeni. È come se mettessimo il presidente di Chiaia (municipalita' di Napoli, ndr) a fare il sindaco di New York. Non ci si puo' imporre un modello che non ci appartiene". "Denunceremo ai Nas tutte le strutture pubbliche prive di decreto sindacale e pretenderemo che il governatore ci fornisca tutti i necessari permessi. Denunceremo il direttore dell'ASL Napoli 2 perche' - conclude D'Anna - sta facendo curare i malati di diabete in strutture prive dei necessari requisiti di legge".

Joseph Polimeni e Claudio D'Amario si sonio insediati nei giorni scorsi quali Commissario e Vice Commissario della sanità in Campania.

Obiettivo, in un contesto di rientro di costi e obiettivo efficienza/efficacia “Potenziare e garantire nelle ASL, negli ospedali e nei servizi territoriali, i Livelli Essenziali di Assistenza”. Si tratta di una scelta nevralgica considerato il sistema salute della Regione che abbisogna di una profonda rivisitazione e deve radiografare sprechi e parassitismi senza minare l'erogazione dei servizi alle persone con particolare attenzione alle fasce deboli della popolazione.

Vivo interesse nelle strutture ARIS della regione per le scelte che verranno operate anche se vi é preoccupazione per l'opzione “tagli lineari” che - non entrando nel merito della qualità del lavoro compiuto ed in essere – puntano a “fare cassa” velocemente ed a spese delle persone meno capaci di difendere i propri diritti.