“Stiamo lavorando a un nuovo modello per la cura delle malattie croniche che operi all'interno della sanità pubblica, rafforzando le capacità di risposta alle nuove esigenze di salute. La nostra intenzione è mettere al centro il ruolo dei medici di famiglia ed estendere su tutto il territorio piemontese esperienze già sperimentate in alcune realtà con risultati positivi, come l'infermiere di comunità e la telemedicina".
Lo sottolinea l'assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta, che ha partecipato questo pomeriggio a Torino alla presentazione del Piano della cronicità della Regione Piemonte, insieme agli assessori alle Politiche sociali Augusto Ferrari e alle Attività produttive Giuseppina De Santis.
Il Piano della cronicità è il progetto della Giunta regionale per affrontare l'aumento delle malattie croniche, un fenomeno che si sta verificando a livello nazionale ed europeo ed è strettamente correlato all'invecchiamento della popolazione. Si stima, ad esempio, che almeno il 40% dei piemontesi soffra di una malattia cronica grave e che a livello mondiale circa il 70-80% delle risorse sanitarie sia impiegato per la gestione delle malattie croniche. L'obiettivo del Piano è modificare la prospettiva utilizzata fino a questo momento per la presa in carico dei pazienti, concentrando negli ospedali la competenza su urgenze e alta specializzazione e affidando all'assistenza territoriale la cura delle malattie croniche.
In questo senso, dunque, gli elementi fondanti del progetto sono l'incremento della domiciliarità, anche attraverso l'uso della tecnologia (dalla teleassistenza domiciliare al teleconsulto specialistico), la realizzazione di reti assistenziali, la centralità del ruolo dei medici di famiglia, la riorganizzazione operativa degli ospedali e dei distretti, l'elaborazione di piani di cura personalizzati per i pazienti, la creazione di percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali integrati ospedale-territorio e omogenei a livello regionale.

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