Si chiama Sirgis, acronimo di Sistema integrato di Gestione della Salute e della Sicurezza. È un modello adottato dalla Regione Puglia con l’obiettivo di rendere “integralmente” sicuri i luoghi di cura.

“Stiamo cercando di capire come applicare in sanità modalità che consentano al personale di lavorare in sicurezza, agli utenti di frequentare i luoghi in sicurezza, a chi deve intervenire per motivi di emergenza di farlo conoscendo luoghi e rischi”, ha commentato Emiliano. “Ci deve essere un approccio sistemico all’organizzazione della sanità di tipo industriale: la sanità è un’industria di grande precisione e con le persone al centro”. Il nuovo modello, per il Governatore pugliese, consentirà di “recuperare sicurezza e percezione della qualità”. Ma “con l’aiuto dei cittadini che devono imparare a fidarsi”.

Sirgis è diventato, dopo l’approvazione della relativa delibera di Giunta, un adempimento per tutte le aziende sanitarie pubbliche con l’obiettivo di ottenere pari e ottimali condizioni di sicurezza in tutti i servizi assistenziali regionali. Il progetto prevede nella sua fase esecutiva l’integrazione di sicurezza, qualità e governo globale dei rischi per i lavoratori, pazienti, utenti e visitatori. Il suo obiettivo finale è individuato nella definizione e sperimentazione di un modello di gestione adattato a tutte le Asl e alle aziende ospedaliere per migliorare la sicurezza, la qualità e ridurre le probabilità di errore in tutte le strutture pubbliche regionali.Prende spunto dall’esperienza della Asl Bat, che già dal 2013 ha adottato un modello di gestione integrata della sicurezza (SGSL) che ha prodotto importati risultati nella riduzione di rischi per lavoratori e pazienti.

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