Scontro tra il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, e il senatore del Pd, Davide Faraoni, da 6 giorni in sciopero della fame per sollecitare l’erogazione di fondi a favore delle disabilità.

“I decreti del presidente della Regione e quello interassessoriale 'Famiglia-Salute', a esso collegato, sono già pronti da settimane, senza bisogno che il senatore Faraone portasse avanti una protesta inutile”, afferma Musumeci in merito allo sciopero della fame del senatore. “Qualcuno lo informi - aggiunge - che la legge finanziaria regionale ha previsto una norma che disciplina la fase che precede l'entrata in vigore del decreto. Quindi siamo stati un po' più previdenti e adeguati di quanto non sia accaduto nel passato”.“Il presidente della Regione – conclude Musumeci - non ha bisogno di ricevere ultimatum, perché sta lavorando per risolvere le tante iatture lasciate dal partito di Faraone e dal governo che lui ha sostenuto fino all'ultimo giorno”.

Il senatore del Pd replica esprimendo “delusione” nei confronti del presidente della Regione. “Sono solo un papà che chiede alle istituzioni di intervenire con determinazione su un tema di civiltà. Lo scontro politico non c’entra proprio nulla. L’avevo difeso, prendendomi critiche da associazioni e da esponenti del mio partito, quando finì nella bufera per una sua espressione sui disabili chiaramente travisata e non me ne pento di averlo fatto, ma non capisco quindi questa sua reazione piccata”.
“Da sei giorni - ha aggiunto - ho messo al centro del mio sciopero della fame alcuni temi. L’ho fatto attraverso un dialogo positivo e propositivo. Ho chiesto se era concepibile il ritardo nei pagamenti degli assegni di cura per persone che hanno bisogno di assistenza, invitandoli a procedere al pagamento degli arretrati. Ho chiesto perché non ci fosse ancora il decreto. Ho chiesto perché le aziende non avessero chiamato circa 1000 persone, le più emarginate, quelle che non sanno che possono usufruire di un assegno per sopravvivere meglio e che non hanno fatto richiesta. Ho chiesto di destinare i 40 milioni già in cassa per i disabili gravi. Insomma ho chiesto cose giuste, non di destra o di sinistra. Cose giuste”.

“Smetterò il digiuno - ha concluso Faraone - solo quando ciò che hanno chiesto i disabili sarà fatto. E’ una battaglia di civiltà, riguarda i diritti negati, riguarda la mia terra”.

Faraone fa quindi il punto della situazione: “Ci sono oltre diecimila disabili gravissimi abbandonati dalle istituzioni, con assegni di cura che arrivano dopo mesi e mesi, con una politica e una burocrazia che alzano barriere istituzionali oltre a quelle architettoniche”.

L’assistenza neuropsichiatrica di 180 mila bambini e ragazzi in Sicilia è a rischio.
Lo afferma la sezione Sicilia della Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Sinpia) che aveva già  chiesto in regione un incontro per discutere e verificare le modalità dell’articolazione organizzativa dei Servizi di Neuropsichiatria dell’Infanzia, a seguito della ridefinizione degli obiettivi e dell’organizzazione sanitaria regionale, in corso di definizione.

La richiesta, al momento, è rimasta senza risposta. Le preoccupazioni della Sinpia riguardano il futuro dei servizi territoriali che affrontano patologie che vanno dai disturbi alimentari all’autismo, dalle dipendenze patologiche giovanili, agli abusi all’infanzia. Servizi che si rivolgono a un bacino di utenza potenziale di 180 mila minori e che ora potrebbero andare incontro a un peggioramento ulteriore dopo “anni di perdita di risorse umane e  depotenziamento dei servizi per le note necessità di manovre di rientro, spending review e blocchi di turn over”. Al centro del confronto richiesto dalla Sinpia Sicilia c’è la richiesta di includere i servizi integrati di Neuropsichiatria dell’Infanzia ospedale-territorio,  tra quelli rari e strategici, indispensabili all'assolvimento di Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) per utenza fragile, in maniera esplicita e senza attendere l'iniziativa autonoma di direttori generali o commissari

Come affrontare e prevenire bullismo e al cyberbullismo, forme di violenza sempre più attuali, sempre estremamente pericolose. Se ne è parlato recentemente in un incontro a cui ha partecipato l’Associazione Casa Famiglia Rosetta, su invito del Liceo Classico “Ruggero Settimo” di Caltanissetta.

Organizzato in occasione del Safer Internet Day, Giornata Mondiale della Sicurezza in Rete, l’incontro ha evidenziato come i meccanismi di rete possano celare episodi di violenza a cui molti adolescenti sono sottoposti. Da qui la necessità, per educatori, scuola e famiglia, di riconoscere le problematiche socio-relazionali che spesso determinano l’aggressività del bullo, e rapportarsi con la personalità della vittima, quasi sempre impreparata a fronteggiare condotte di questo tipo. E’ necessario diventare sempre più recettivi nei confronti di queste problematiche sociali, monitorando in modo continuo il territorio e le specifiche situazioni.

Intervenuto all’evento, don Vincenzo Sorce, Presidente di Casa Famiglia Rosetta, ha ribadito la vicinanza dell’Associazione nei confronti dei giovani - soprattutto il servizio ai più fragili e ai più bisognosi - anche attraverso percorsi di formazione e prevenzione in grado di instaurare processi, legami e relazioni, perché, ha detto, “i giovani diventino curatori di altri giovani”.

Al termine dell’incontro i ragazzi hanno attivamente partecipato al Flash Mob organizzato dall’Associazione e hanno “posato” nelle foto che li ritraggono insieme al banner realizzato per l’occasione con la frase “Non è grande chi ha bisogno di fare sentire piccoli gli altri STOP BULLYNG”.

Un incontro con i Sindaci e gli Assessori alle Politiche Sociali dei Comuni di molte delle Province siciliane è quanto organizzato dall’Associazione Casa Famiglia Rosetta il prossimo 20 gennaio, in Contrada Bagno a Caltanissetta. Scopo di questo incontro è una ricognizione aggiornata sulle situazioni locali e sulle risposte attivabili attraverso le strutture e le iniziative dell’Associazione,  impegnata da oltre trent’anni a favore delle famiglie fragili, attraverso servizi territoriali di tipo residenziale, ambulatoriale, domiciliare, centri diurni per coloro che necessitano risposte per problemi legati a tossicodipendenza, alcoldipendenza, gioco d’azzardo patologico, sindrome da HIV/AIDS, disabilità, offrendo altresì consulenza diagnostica, genetica e prevenzione. I Sindaci e le Amministrazioni Comunali invitati a partecipare a questo incontro, hanno accolto positivamente le iniziative promosse, considerando l’evento come opportunità di scambio e condivisione di idee e spunti utili per rispondere, in maniera sempre più efficace, alle necessità del territorio. L’Associazione dal canto suo, tramite questa iniziativa, intende promuovere una rinnovata collaborazione per l’integrazione di servizi tra pubblico e privato sociale.

In data 29-12-2017 è stato letto,  firmato ed approvato il protocollo di intesa che sancisce la collaborazione e la convenzione tra L’Associazione Casa Famiglia Rosetta nelle vesti del suo organo Fondazione “Alessia” Istituto Euromediterraneo per la Formazione, Ricerca, Terapia e lo sviluppo delle politiche sociali, e rappresentata dal Suo Presidente don Vincenzo Sorce e il Libero Consorzio Comunale di Caltanissetta rappresentato dal Dr. Mancuso Renato Maria.
La Fondazione svolge un’azione continua di tipo informativo e formativo nei confronti di docenti e studenti del territorio nisseno e a tal proposito si manifesta aperta ad accogliere collaborazioni concrete con il sistema scolastico attraverso la costruzione collaborativa di progetti e percorsi di miglioramento. Il Libero Consorzio Comunale di Caltanissetta condivide l’importanza di rafforzare il raccordo tra sistema scolastico e enti di ricerca e formazione presenti nel territorio favorendo e sostenendo possibili strategie per migliorare gli esiti delle prestazioni degli studenti delle scuole nissene, con particolare attenzione alle esperienze laboratoriali. La  collaborazione con la Fondazione “Alessia” Istituto Euromediterraneo per la Formazione, , Ricerca, Terapia e lo sviluppo delle politiche sociali, diviene inoltre modalità privilegiata per lo sviluppo delle competenze professionali dei docenti attraverso attività ed eventi che mirino all’arricchimento e allo sviluppo professionale e si concentrino su specifiche strategie metodologiche-didattiche. Diversi saranno gli ambiti nei quali, Fondazione e Consorzio Comunale, collaboreranno.  Congiuntamente verranno infatti proposte e vagliate: programmazione di iniziative didattiche in tema di prevenzione dalle dipendenze patologiche, bullismo, cyberbullismo, genetica e disagio sociale; creazione di percorsi di formazione e orientamento degli studenti verso le scelte universitarie, avvio di attività di aggiornamento professionale rivolto ai docenti; organizzazione di attività e avvio di vari progetti nelle scuole.

È stato recentemente presentato a Palermo, il Piano delle azioni e dei servizi socio-sanitari e il sistema unico di accreditamento dei soggetti che erogano prestazioni socio-sanitarie. Il primo Piano socio sanitario a distanza di oltre dieci anni, realizzato grazie alla sinergia tra l’assessorato alla Salute e l’assessorato alla Famiglia e alle Politiche sociali della Regione Siciliana e all’impegno politico e professionale dell’assessore Baldo Gucciardi e dell’assessore Carmencita Mangano, ha il suo primo Piano socio-sanitario. Il piano mira a colmare i vuoti normativi che di fatto, come hanno spiegato i due assessori nel corso della conferenza stampa, “impedivano la piena attuazione ed erogazione dei benefici previsti in questo ambito. Vengono definite le linee guida per istituire l’Ufficio Unico Interassessoriale Salute - Famiglia per dare una risposta unica e completa per soddisfare i bisogni della popolazione Siciliana e per tutte le fasce a rischio. A tal proposito verrà realizzata una piattaforma digitale per snellire le pratiche e per dare tutte le informazioni necessarie ai cittadini siciliani. Finalmente l’integrazione Socio-Sanitaria interviene avviando la Linea Pilota della Salute Mentale ed il lavoro di rete sul territorio sempre richiamato e mai normato. Viene anche approvato in modo innovativo il budget di Salute e le indicazioni per l’elaborazione e la gestione dei progetti di vita individualizzati in materia di vita indipendente e superamento di strutture residenziali con programmi obsoleti e parte importante è l’attivazione delle procedure per l’inclusione socio lavorativa in salute mentale attingendo a finanziamenti da leggi che prevedono risorse specifiche. Sono previsti nel piano tutti i sistemi di accreditamento per le aree adulti con disabilità, salute mentale, soggetti con dipendenze patologiche con e senza sostanze, area minori e, non ultimo, il percorso di erogazione delle cure domiciliari con profili di cura e standard qualificanti per la migliore assistenza socio-sanitaria erogabile sull’intero territorio Siciliano.

La Regione Sicilia ha approvato le nuove regole per l’accreditamento dei soggetti che erogano prestazioni sociosanitarie. Si tratta del documento “Il Servizio socio-sanitario regionale: Piano delle azioni e dei servizi socio-sanitari e del sistema unico di accreditamento dei soggetti che erogano prestazioni socio-sanitarie” approvato con decreto degli assessorati della salute e delle politiche sociali del 31 luglio 2017, pubblicato sul Supplemento Ordinario alla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana del 4 agosto 2017.

“L’approvazione del Piano di riordino della rete ospedaliera della Regione Siciliana da parte del Tavolo di verifica è un’ottima notizia per i cittadini siciliani ed un importante passo avanti verso un’offerta sanitaria connotata da standard elevati di qualità e sicurezza”. Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin così commenta l’esito odierno del Tavolo di verifica Salute MEF che ha dato il via libera al riordino della rete ospedaliera varato qualche giorno fa dalla Giunta regionale siciliana, aprendo così la strada allo sblocco del turn over ed alle nuove assunzioni di personale sanitario in attuazione delle norme contenute nella Legge di stabilità 2016 che ha fortemente voluto. “Il risultato raggiunto – ha proseguito il Ministro - premia il metodo seguito dai vertici della Regione, che hanno costantemente collaborato con gli Uffici ministeriali per mettere a punto un Piano rispondente ai canoni previsti dal DM 70 ed agli standard normativi. Penso sia un modello che debba essere seguito da altre regioni nell’interesse degli assistiti del SSN. È un passo importante per garantire un equo accesso ai servizi sanitari in Sicilia”.

 

Dopo la positiva verifica finale sulla Rete ospedaliera della Regione Siciliana al tavolo interministeriale” di venerdì, “ci si prepara alla seduta conclusiva già fissata a Roma per il prossimo 4 aprile. La prossima settimana, quindi, toccherà alla Giunta regionale ed alla Commissione legislativa Sanità dell'Ars esprimersi prima dell'adozione del decreto assessoriale, cioè di tutti gli atti regionali formali propedeutici alla seduta del 4 aprile”. Lo comunica in una nota l'Assessore alla Salute della Regione Siciliana, Baldo Gucciardi, in merito alla riunione che si è svolta venerdì 25 marzo al ministero dell’Economia e delle Finanze, nel corso della quale sarebbe stato espresso giudizio positivo sulla Rete ospedaliera siciliana. “Ci si avvicina, dunque - continua l'Assessore della Salute Gucciardi - alla conclusione di un iter complesso che ci consentirà di dotare la Sicilia di una Rete ospedaliera innovativa per una offerta sanitaria di qualità e allo stesso tempo di avviare il reclutamento del personale indispensabile per le aziende sanitarie ed ospedaliere dopo il blocco delle assunzioni che permane dall'anno 2012”.

 Il sistema Pronto Soccorso, così come è concepito oggi in Sicilia, e come forse si ha interesse che venga percepito, è soprattutto un ammortizzatore sociale, un luogo dove far confluire la domanda di salute insoddisfatta, dove vicariare le inefficienze di un sistema territoriale non in grado di fare filtro. La denuncia è contenuta in una nota diffusa dall'ANAOO e dalla CIMOP al termine di un lungo studio sui flussi informativi giunti al Ministero della salute. Sul banco degli imputati il Territorio incapace di filtrare a monte e drenare a valle, i medici di medicina generale, l’influenza, l’iperafflusso dei mesi invernali e dei fine settimana, quando non più semplicisticamente medici e responsabili delle strutture di Pronto Soccorso. In realtà si continua ad annaspare nelle ipotesi, oltre che nel ridicolo, quando ciclicamente, nello stesso periodo dell’anno, in tutti i pronto soccorso italiani, si torna a parlare di aree di emergenza stracolme, simili a gironi danteschi; dovrebbe essere chiaro che ci si trova di fronte ad un problema di sistema che necessita di soluzioni politiche, strategiche e programmatiche e non certo rimedi estemporanei.

La gravissima aggressione compiuta nei giorni scorsi nei confronti di un medico in servizio presso il Pronto Soccorso del Policlinico di Catania , reo solo di svolgere con professionalità e correttezza il proprio servizio, da parte di un gruppo di uomini incappucciati, testimonia una deriva inaccettabile. Una violenza inaudita, che fa seguito ad una lunga scia di minacce ed intimidazioni, contro chi mette la faccia davanti ad un disagio crescente, non può rimanere senza risposta da parte di quanti hanno il dovere istituzionale di proteggere un lavoro svolto in condizioni che peggiorano ogni giorno che passa. Arrivando, in alcune aree del Paese , a livelli di gravità sconcertante", così l'Anaao Assomed commenta in una nota la vicenda dell'aggressione."L’Esecutivo Nazionale dell’Anaao-Assomed nell’esprimere i sensi della più ampia solidarietà al collega oggetto della violenta aggressione, denunzia con forza la inadeguata protezione che , in troppi Pronto Soccorso della Sicilia e di altre parti del meridione, viene garantita al personale medico e sanitario, reo solo di svolgere il proprio lavoro in prima linea a fronte di carenze strutturali che le Regioni continuano a non colmare. Occorrono interventi urgenti ed incisivi, anche da parte degli stessi Ministri competenti, della Salute e degli Interni, per garantire la serenità e la sicurezza dovute a chi tutela diritti fondamentali dei cittadini", conclude il sindacato della dirigenza medica. 

Una lettera aperta al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e per conoscenza al presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, e al ministro della Salute, Beatriche Lorenzin, per chiedere un intervento immediato contro “la paralisi del Servizio Sanitario Regionale siciliano”.  La lettera, sottoscritta da medici precari e i giovani medici siciliani, è una denuncia di come nella Regione Siciliana “si continua ad assistere al differire in avanti nel tempo l’adozione dei necessari interventi strutturali in tema di sanità e salute, che avrebbero virtuosamente garantito la sostenibilità della sanità pubblica, oggi messa a repentaglio dalla malgestio, con ripercussioni gravi sia ai danni dei cittadini che degli operatori”.

Ho sentito lungamente l'assessore alla Salute,Baldo Gucciardi, con il quale condivido le linee per cercare di porre un argine al tentativo troppo facile di razionalizzare la sanità, attraverso processi di depotenziamento di realtà locali che, molto spesso, hanno già subito profondi attacchi e che si vedono privati di servizi essenziali”. Ad affermarlo, in un nota, è il presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, che interviene così sulle polemiche riguardanti le indiscrezioni sul piano di riordino della rete ospedaliera regionale e punta il dito contro il governo centrale. “Da Roma – afferma Crocetta - ci deve rendere conto che quello della regione siciliana è un territorio in gran parte montuoso, con una rete ferroviaria inesistente nella maggior parte del territorio e con una rete autostradale circoscritta prevalentemente alle tre città metropolitane. Il progetto, dunque, di razionalizzazione deve tenere conto delle distanze reali tra le strutture e soprattutto, non può concentrare soltanto nei tre capoluoghi delle città metropolitane, la maggior parte dei servizi. Ciò porterebbe a un congestionamento delle strutture, creando ulteriori difficoltà all'utenza delle aree metropolitane e disagi notevoli al resto del territorio dell'Isola”. Contrari a tagli per la sanit5à siciliana sono anche i Vescovi della regione.

 

Con grande enfasi, sui mezzi di informazione, nei giorni scorsi è stata riportata la notizia sull’esito del controllo “a medio termine” sull’attività dei Direttori Generali delle Aziende ed Enti del Servizio Sanitario della Regione Sicilia: tutto bene, bravi tutti. Una sanità promossa, quasi un successo: tutti i manager sopra la soglia minima, a testimonianza indiretta che la scelta operata nel 2014, dopo 24 mesi di gestazione, sia stata saggia ed appagante. Ma è così? Non tutti sembrano essere d’accordo: territorio abbandonato sia in termini di attività di prevenzione (screening per le patologie tumorali, Spresal, attività veterinaria), sia per l’assistenza alle cronicità (malattie neurologiche, diabete, malattie respiratorie, scompenso cardiaco); accesso incontrollato ai Pronto Soccorso, per le difficoltà e carenze di dotazione del Servizio 118, con lunghissime attese per il primo controllo; liste di attesa smisurate per prestazioni strumentali specialistiche; insufficienza delle reti assistenziali tempo‐dipendenti (rete per l’Infarto, rete delle Unità per l’ictus ; rete traumatologica) sono i settori denunciati con maggiori criticità. Tanto è vero che il mantenimento di un accettabile livello di Assistenza Sanitaria in questa Regione è garantito dalla professionalità dei Dirigenti e del personale sanitario, costretto a turni massacranti - e dunque più esposto all’errore umano sempre possibile - quando in numero insufficiente e contrario alle stesse Direttive Regionali, sono assediati dalla folla di cittadini che chiede e pretende salute.

Gli Ausili nella Riabilitazione Neuropsicomotoria è il tema di un Corso di formazione che l’Associazione Casa Rosetta ha recentemente organizzato per i medici, gli psicologi, gli infermieri, i fisioterapisti, i logopedisti e i terapisti della neuropsicomotricità che operano presso i suoi Centri di Riabilitazione.

Gli ausili rappresentano l’insieme di accorgimenti, dispositivi, idee e soluzioni che servono alla persona disabile, e a chi la assiste, per sostituire la funzione lesa, compiere le attività in minor tempo e con maggiore sicurezza, diminuire lo sforzo fisico, prevenire l’aggravamento e l’estensione della disabilità aumentandone anche l’accettazione, permettere la socializzazione del soggetto.

L’evento, che ha fornito ai partecipanti 8,4 crediti ECM, ha indicato le modalità attraverso cui ottenere risultati migliori nelle capacità di elaborazione e sviluppo del progetto riabilitativo individuale, nella progettazione e prescrizione dell’ausilio e della valutazione della sua efficacia, nella comunicazione e relazione con il paziente e con i familiari per garantire una maggiore accettazione dell’ausilio stesso.