E' disponibile e scaricabile alla fine di questo articolo l'Instant Report #20 COVID-19 di Altems e Cerismas (e il suo summary) che offre un confronto sistematico delle modalità di risposta delle Regioni italiane al Sars-COV-2. La finalità del report è comprendere le implicazioni delle diverse strategie adottate dalle Regioni per fronteggiare la diffusione del virus e le conseguenze del Covid-19 in contesti diversi per trarne indicazioni per il futuro prossimo e acquisire insegnamenti derivanti da questa esperienza. Il report presenta un sistema di indicatori che permette di monitorare le modalità organizzative seguite dalla Regioni in merito alla tracciatura del contagio, alla realizzazione dei test sierologici, alla programmazione delle attività per pazienti Covid-19 e pazienti non Covid-19 nell’ambito delle strutture ospedaliere e territoriali. Massima attenzione è dedicata all’analisi delle modalità di gestione dei pazienti infetti e/o con sintomi sul territorio e a domicilio.

Il rapporto è strutturato in 4 sezioni: la prima sezione è dedicata all’epidemiologia del contagio; la seconda è dedicata agli indicatori “organizzativi”; la terza è dedicata all’analisi dei modelli di risposta; la quarta sezione è dedicata alle “voci dal campo”, ovvero ad analisi realizzate per comprendere le modalità di risposta organizzativa di strutture territoriali (ASL, AST, ecc.) e ospedaliere.

A partire dal report #8 vengono presentate delle buone pratiche a livello aziendale che costituiranno nel futuro una galleria di soluzioni che hanno mostrato efficacia nella risposta al Covid-19.

In questo rapporto, nella sezione dedicata alle buone pratiche, viene presentata l'esperienza dell’AUSL di Reggio-Emilia in riferimento alle Pratiche di riorganizzazione intra-organizzativa. 

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EXECUTIVE SUMMARY REPORT 20
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Pubblicato uno studio che ha visto coinvolte diverse Università tra le quali l’Università Bocconi di Milano, il Centro Ricerche CIAS dell’Università di Ferrara ed il Dipartimento di Medicina dell’Università di Udine, che dimostra i vantaggi economici per la Sanità italiana dall’utilizzo del Sistema di Sanificazione PCHS®.

Il modello econometrico rivela: “Con l’impiego del Sistema di sanificazione PCHS® risparmi fino a 457 milioni di euro per la Sanità; 320 solo per i farmaci che curano le ICA”.

Anche e soprattutto in tempi di COVID-19 la resistenza antimicrobica continua a essere motivo di grave preoccupazione per tutte le organizzazioni sanitarie. L’Università Bocconi di Milano assieme al Centro Ricerche CIAS dell’Università di Ferrara e il Dipartimento di Medicina dell’Università di Udine, hanno sviluppato un modello econometrico  per valutare i cambiamenti attesi nella spesa degli Ospedali italiani per il trattamento farmacologico  delle infezioni associate all’assistenza (HAI) e la relativa resistenza ai farmaci (AMR) nell'ipotesi di utilizzo dell’innovativo sistema di sanificazione PCHS® rispetto ai metodi di pulizia e sanificazione tradizionali basati su disinfettanti chimici.

 

Lo studio, recentemente pubblicato sulla rivista scientifica Pathogens conferma che l’impiego del sistema di sanificazione PCHS® negli ambienti ospedalieri potrebbe ridurre drasticamente i tassi di HAI e AMR senza costi aggiuntivi per i sistemi sanitari. Inoltre, l'introduzione del Sistema di sanificazione PCHS® nei reparti per acuti degli Ospedali italiani come pratica di sanificazione, nell'arco dei prossimi 5 anni potrebbe portare a risparmi fino a 457 milioni di euro.

 

Il ruolo dell’igiene nella lotta alle ICA

Una recente analisi dell’OCSE mostra che misure semplici, come la promozione del lavaggio delle mani e una migliore igiene degli ambienti sanitari   potrebbero più che dimezzare il rischio di morte e ridurre l’impatto sanitario della resistenza antimicrobica.

 

“In particolare in questi mesi di grande emergenza il ruolo dell’igiene in ambito ospedaliero per la riduzione della trasmissione infettiva è di fondamentale importanza. La sanificazione tradizionale basata su sostanze chimiche è di limitata efficacia nel tempo in quanto non riesce a prevenire la ricontaminazione dei patogeni sulle superfici trattate; inoltre l’uso così massiccio di disinfettanti chimici per le sanificazioni in particolare in questo periodo, ha certamente un elevato impatto ambientale e può contribuire alla selezione di agenti patogeni resistenti” commenta Filippo Barbieri, responsabile Sviluppo ed Innovazione di COPMA.

 

Un nuovo modo di sanificare: il Sistema PCHS®

COPMA azienda leader nel campo della sanificazione, ha ideato, in collaborazione con il Centro Ricerche CIAS dell’Università di Ferrara, l’innovativo sistema di sanificazione PCHS® (Probiotic Cleaning Hygiene System) basato su detergenti  eco-sostenibili contenenti selezionate spore di Bacillus ,che integra diversi fattori  fra i quali una tecnica di attivazione specifica per la competizione biologica, l'uso di specifici materiali in microfibra e un controllo microbiologico del risultato del processo.  Questo innovativo sistema di sanificazione garantisce l’ottenimento di una bassa e stabile nel tempo carica potenzialmente patogena.

 

I vantaggi del sistema PCHS dal punto di vista sanitario italiano

A partire dai dati raccolti precedentemente dalla ricerca multicentrica SanIca già oggetto di diverse pubblicazioni scientifiche e condotta in sei differenti Ospedali italiani e con il coinvolgimento di cinque Università (Ferrara, Udine, Pavia, Messina e Bocconi), è stato condotto un nuovo studio con l’obiettivo di confrontare il sistema PCHS® verso i disinfettanti chimici convenzionali per valutare la riduzione delle ICA e la loro gravità, le relative antibiotico-resistenze e i costi nell’ipotesi del suo utilizzo negli Ospedali italiani.

 

“I risultati hanno confermato che il Sistema PCHS® è in grado di diminuire gli agenti patogeni sulle superfici ospedaliere fino al 90% rispetto alla sanificazione tradizionale che utilizza disinfettanti chimici senza indurre la selezione di ceppi resistenti ai farmaci. Lo studio ha anche dimostrato una riduzione del 52% delle HAI, un abbattimento dei geni di resistenza antimicrobica fino al 99%, una riduzione del consumo di farmaci antimicrobici del 60% con una riduzione dei costi associati del 79%” – continua Filippo Barbieri, COPMA.

 

Il modello econometrico che calcola i vantaggi del Sistema PCHS dal punto di vista economico

Il team di ricercatori ha quindi sviluppato un modello di impatto di bilancio (modello econometrico) per valutare i cambiamenti attesi nella spesa degli Ospedali italiani per il trattamento farmacologico delle HAI e la relativa resistenza ai farmaci nell'ipotesi di utilizzo del sistema PCHS® rispetto ai metodi di pulizia tradizionali.

“Questo modello econometrico rivela che nel caso in cui il PCHS® sostituisse interamente la disinfezione chimica tradizionale in tutti i reparti per acuti degli Ospedali italiani, i risparmi ammonterebbero a 320 milioni di Euro nei prossimi 5 anni solo per trattamenti farmacologici, senza costi aggiuntivi per il Servizio Sanitario Nazionale” - conclude Silvia Grandi, Presidente di COPMA.

 

L'impiego del sistema di sanificazione PCHS® riduce drasticamente i tassi di HAI e AMR con un forte risparmio di costi per il servizio sanitario nazionale.

 

Rosanna TarriconeCarla RognoniLuca ArnoldoSante MazzacaneElisabetta Caselli, “A Probiotic-Based Sanitation System for the Reduction of Healthcare Associated Infections and Antimicrobial Resistance: A Budget Impact Analysis”, in Pathogens, 2020 9(6) 502, DOI: 10.3390/pathogens9060502.

Si riaprono alle visite le realtà extraospedaliere e in particolare le RSA. Di seguito le principali Delibere e Ordinanze in materia delle varie regioni che verranno aggiornate periodicamente.

Riapertura alle visite e riavvio dei nuovi ingressi nelle strutture sociosanitarie residenziali, in primis le case di riposo/rsa per anziani: raccogliamo in questa pagina i provvedimenti delle Regioni in materia.

Il riferimento nazionale è il DPCM dell'11 giugno 2020.

Vi chiediamo la cortesia di segnalare altri provvedimenti non pubblicati inviando comunicazione a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Link dove scaricare i documenti:

https://drive.google.com/drive/folders/1sBB_-qyC-vDhi8qGxkDy5EUiYefPQiB7?usp=sharing

 

E' giunto al termine il percorso di elaborazione delle "Linee di indirizzo sulla valutazione del processo di sanificazione ambientale nelle strutture ospedaliere e territoriali per il controllo delle Infezioni Correlate all'Assistenze (ICA)" a cui ha contributo Aris con su iniziativa e coordinamento dell'Ufficio Economico Servizi e Gestionale e con la collaborazione delle direzione sanitarie delle strutture associate e come referente clinico durante i lavori il Dr. Claudio Garbelli.

Le stesse hanno ricevuto la validazione come "Buone Pratiche" dall'Istituto Superiore di Sanità e sono state inserite nel portale dell'ISS e sono scaricabili al seguente link:
https://snlg.iss.it/?p=3044

Il 16 luglio scorso sono state incorporate nelle Linee di Indirizzo quanto individuato come necessario alla luce dell'esperienza sul Covid-19 che saranno disponibili a breve e inviate a tutti gli Associati per loro feedback.

Conoscere il cyber risk per difendersi: la nuova ricerca della Mutua Sham in collaborazione con l’Università di Torino per mappare il livello di consapevolezza dell’ecosistema sanitario, con il patrocinio Associazione Nazionale dei Medici delle Direzioni Ospedaliere (ANMDO); Associazione Religiosa Istituti Socio Sanitari (ARIS), Consorzio universitario per l’ingegneria nelle assicurazioni (CINEAS), Federsanità – ANCI e Società Italiana Rischio Clinico (SIRiC).

 Data la forte domanda di dati sanitari da parte del cybercrimine, attualmente le strutture ospedaliere si trovano particolarmente esposte al rischio informatico. Il cyber risk è, di conseguenza, il prossimo orizzonte del rischio in sanità e necessita di una nuova consapevolezza in termini di prevenzione e protezione.Al crescere della diffusione dei sistemi di diagnosi e supporto terapeutico, dell’impiego della telemedicina e della condivisione di informazioni sanitarie a distanza, aumentano, infatti e parallelamente,  sia le opportunità di cura che le minacce informatiche così come le responsabilità legate alla sicurezza dei dati.

 Per questa ragione, Sham in collaborazione con l’Università di Torino e con il patrocinio di FEDERSANITA’ e ARIS, ha avviato il progetto Capire il rischio Cyber: il nuovo orizzonte in sanità. Il progetto, che si concretizza in un questionario breve ma molto specifico, ha come obiettivo quello di richiamare l’attenzione degli esperti di rischio sanitario sulle potenziali vulnerabilità e sui modi di rendere sicuri gli strumenti tecnologici e i processi di cura ad essi legati. Per implementare strategie a tutela delle infrastrutture è, infatti, necessario conoscere il livello di consapevolezza di questi nuovi rischi da parte dell’ecosistema sanitario.

 La survey richiede meno di 15 minuti, è disponibile qui https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSe_GSoRBWa4HYgEel5lA-jixJxVv6klRPA2X-M0VnamvTq_qg/viewform e verte su temi concreti e di attualità: la Sanità in Italia è pronta ad affrontare i cambiamenti in corso? In quali campi è necessario investire per rafforzare le difese?

La data ultima per la compilazione è mercoledì 30 settembre. L’esito della ricerca verrà reso pubblico sotto forma di whitepaper e pubblicato nei prossimi mesi sui canali aziendali Sham.

Creare le condizioni per la sicurezza è un interesse comune: Sham da anni si adopera al fianco dei propri associati e dei propri partner per raggiungere questo obiettivo perché è solo con un lavoro congiunto e orientato allo stesso traguardo che si possono ottenere risultati concreti.

Certi della vostra partecipazione, ringraziamo per la cortese attenzione e disponibilità.

Roberto Ravinale

Direttore Esecutivo di Sham in Italia

La Commissione Europea a due anni dall'applicazione del GDPR ha pubblicato  la Comunicazione del Parlamento e del Consiglio sulla protezione dei dati come pilastro per rafforzare le tutele dei cittadini comunitari e dell'approccio UE nei confronti della transizione digitale. Il documento è scaricabile qui di seguito.

COMMUNICATION FROM THE COMMISSION TO THE EUROPEAN PARLIAMENT AND THE COUNCIL
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L'Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano ha lanciato il Premio innovazione Digitale in Sanità 2020 con l'obiettivo di raccogliere le esperienze di Sanità Digitale che sono nate (o si sono ulteriormente sviluppate) durante l'emergenza sanitaria che il nostro Paese si è trovato ad affrontare da fine febbraio 2020. L'iniziativa è rivolta a ASL, AO, ASST, ATS, ASP, IRCCS, Ospedali privati, case di cura, centri di riabilitazione, RSA, strutture sovraziendali (ad es. "Area Vasta"), Regioni, Associazioni di Medici, Associazioni di Pazienti e a tutti gli operatori del Sistema Sanitario.
 
Per partecipare al Premio e candidare un progetto implementato presso le strutture sanitarie e socio-sanitarie durante l'emergenza sanitaria è necessario compilare la scheda di candidatura disponibile su Candidature Progetti Connected Care e inviarla all'Ing. Deborah De Cesare (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.). Il termine di consegna è mercoledì 15 luglio 2020.
Le schede saranno preliminarmente esaminate da una commissione di esperti dell'Osservatorio e saranno effettuate alcune interviste di approfondimento, con l'obiettivo di identificare una rosa di finalisti.
I casi finalisti saranno presentati davanti ad una giuria qualificata che decreterà i vincitori del Premio in occasione del Convegno di presentazione dei risultati della Ricerca dell'Osservatorio che si terrà il 23 settembre 2020, garantendo alta visibilità su media e a livello istituzionale.

E' disponibile e scaricabile alla fine di questo articolo l'Instant Report #14 COVID-19 di Altems e Cerismas (e il suo summary) che offre un confronto sistematico delle modalità di risposta delle Regioni italiane al Sars-COV-2. La finalità del report è comprendere le implicazioni delle diverse strategie adottate dalle Regioni per fronteggiare la diffusione del virus e le conseguenze del Covid-19 in contesti diversi per trarne indicazioni per il futuro prossimo e acquisire insegnamenti derivanti da questa esperienza. Il report presenta un sistema di indicatori che permette di monitorare le modalità organizzative seguite dalla Regioni in merito alla tracciatura del contagio, alla realizzazione dei test sierologici, alla programmazione delle attività per pazienti Covid-19 e pazienti non Covid-19 nell’ambito delle strutture ospedaliere e territoriali. Massima attenzione è dedicata all’analisi delle modalità di gestione dei pazienti infetti e/o con sintomi sul territorio e a domicilio.

Il rapporto è strutturato in 4 sezioni: la prima sezione è dedicata all’epidemiologia del contagio; la seconda è dedicata agli indicatori “organizzativi”; la terza è dedicata all’analisi dei modelli di risposta; la quarta sezione è dedicata alle “voci dal campo”, ovvero ad analisi realizzate per comprendere le modalità di risposta organizzativa di strutture territoriali (ASL, AST, ecc.) e ospedaliere.

Da questo report in poi saranno presentate delle buone pratiche a livello aziendale che costituiranno nel futuro una galleria di soluzioni che hanno mostrato efficacia nella risposta al Covid-19.

In questo rapporto, attenzione è dedicata a all'esperienza della ASST di Lodi in riferimento alle pratiche di bed management e di transitional care.

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