Il decreto legislativo 101 del 19 agosto 2018 di adeguamento della legislazione italiana al Gdpr, entrato in vigore il 19 settembre 2018, prevedeva una sorta di atteggiamento comprensivo delle criticità di applicazione del GDPR e all’articolo 22 comma 13 recita: “Per i primi otto mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il Garante per la protezione dei dati personali tiene conto, ai fini dell’applicazione delle sanzioni amministrative e nei limiti in cui risulti compatibile con le disposizioni del Regolamento (UE) 2016/679, della fase di prima applicazione delle disposizioni sanzionatorie”.

Il Presidente del Garante della Protezione dei dati è stato intervistato da Il Sole 24 ore sul tema e alla domanda "Il Periodo di tolleranza di otto mesi sta per finire. Che cosa avete fatto e che cosa cambierà" ha risposto così:

"Abbiamo cercato di creare una consapevolezza più forte delle nuove regole. Ora partiranno le ispezioni con la collaborazione della Guardi di Finanza. Ci si muoverà secondo il criterio: prima i grandi numeri e i settori più importanti. Nel pubblico, per esempio, si controllerà come sta funzionando Spid e le grandi banche dati. Nel privato, i grandi istituti di credito, chi fa profilazione con i sistemi di fidelizzazione su larga scala, chi tratta dati sulla salute.
E' quindi probabile che aumentino i controlli sulla compliance alla normativa sulla Privacy nelle strutture sanitarie e socio-sanitaria.
L'intera intervista è leggibile a questo link:
 https://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2019-05-04/soro-barriera-ue-contro-far-west-dati-102021.shtml?uuid=AB07mhtB&refresh_ce=1 

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