Dopo l'abrogazione della disciplina del lavoro accessorio da parte del d.l. 25/17, il governo sta valutando la possibilità di introdurre "buoni lavoro" ad uso esclusivo di famiglie e associazioni di volontariato (escludendo quindi un ogni utilizzo imprenditoriale dell'istituto) per evitare che le prestazioni domestiche più comuni possano ricadere nuovamente nel lavoro nero. La disciplina di questa nuova tipologia contrattuale dovrebbe riprendere quasi in toto la previgente disciplina dei voucher, ovvero un tetto massimo di 7.500 euro annui (2.000 a singolo committente) per i compensi percepibili dal lavoratore e un massimo di 400 giornate di lavoro in tre anni per ogni committente.
Sale il valore del singolo buono orario che arriva a 12 euro lordi (a cui dovranno essere detratti il 12% di Inps e l'8% di Inail).