Le ondate di calore che caratterizzano l'estate Mediterranea, sempre più ‘tropicalizzata’, rappresentano un disagio e, a volte, un fattore di rischio spesso sottovalutato per le donne in gravidanza. Le modificazioni fisiologiche che accompagnano la gestazione — dall'aumento del volume ematico ai cambiamenti nella termoregolazione — rendono l'organismo materno particolarmente vulnerabile alle temperature elevate, con possibili ripercussioni sulla salute della madre e del feto. Numerosi studi hanno evidenziato un'associazione tra l'esposizione a temperature estreme durante la gravidanza e un aumento del rischio di parto pretermine, basso peso alla nascita e altre complicanze ostetriche. Diventa quindi essenziale fornire alle future mamme indicazioni chiare su come proteggersi durante i mesi più caldi dell'anno. Ecco alcuni consigli di uno dei massimi esperti italiani, il professor Tullio Ghi, Ordinario di Ginecologia e Ostetricia Università Cattolica del Sacro Cuore Campus di Roma e Direttore della UOC Ostetricia e Patologia Ostetrica Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS
Il decalogo della gravidanza al caldo
- Bere almeno 2,5 litri di liquidi (preferibilmente acqua) al giorno
- Non ridurre l’attività fisica, ma continuare a fare delle lunghe passeggiate (mezz’ora di camminata, almeno a giorni alterni) nelle ore più fresche (mattina presto o dopo il tramonto), evitando le ore centrali della giornata, quando il rischio di colpo di calore è massimo anche per un'attività fisica moderata. L’attività fisica aiuta la circolazione delle gambe e l’adattamento del cuore alla gravidanza
- Limitare l’esposizione al sole (da evitare nelle ore centrali della giornata) e sempre con una protezione solare molto alta. La donna in gravidanza produce grandi quantità di MSH (ormone melanocito-stimolante), un ormone che stimola la produzione di melanina, ma questo oltre a facilitare l’abbronzatura, può provocare la comparsa di macchie sulla pelle (melasma gravidico)
- Non rimanere in piedi o sedute per molte ore (quando sedute, avere cura di tenere le gambe leggermente sollevate) e, se possibile, soggiornare in ambienti con aria condizionata.
- In caso di viaggio aereo di durata superiore alle 3 ore alzarsi di frequente e, in presenza di fattori di rischio per trombosi come l’eccesso di peso o le varici delle gambe, concordare col proprio medico un’eventuale anti-coagulazione profilattica (con eparina a basso peso molecolare). Fare soste frequenti per mettere in movimento la circolazione delle gambe anche in caso di viaggi in auto prolungati
- Usare le calze elastiche (ce ne sono di apposite per le donne in gravidanza), soprattutto in presenza di varici, per contrastare il ristagno di liquidi ed evitare edemi alle gambe. Fare docce o pediluvi con acqua tiepida-fresca (non gelata, per evitare vasocostrizione brusca) per ridurre la temperatura corporea e il gonfiore alle gambe. Indossare capi d’abbigliamento leggeri, ampi, di fibre naturali (cotone, lino) e di colore chiaro, che riflettono la radiazione solare e favoriscono la traspirazione.
- I massaggi drenanti possono aiutare ma è importante ricordare che in gravidanza vanno tassativamente limitati alle gambe, dalla caviglia alla coscia. I massaggi non devono mai interessare né l’addome, né la schiena, perché questo può scatenare delle contrazioni uterine
- Evitare cibi piccanti che accentuano la sudorazione e le bevande che possono facilitare la diuresi (limitare bevande contenenti caffeina); evitare inoltre gli sbalzi termici legati a cibi e bevande molto fredde, che possono causare disturbi gastrointestinali
- Seguire la dieta Mediterranea, ricca di frutta e verdura, pesce, carni bianche, olio d’oliva; i carboidrati (pane, pasta, pizza e dolci) vanno limitati. I pasti inoltre andrebbero frazionati in più spuntini nel corso della giornata; da evitare invece i pasti particolarmente pesanti, soprattutto in estate
- No assoluto all’alcol in qualunque momento della gravidanza e in particolare con il caldo. L’alcol, anche se assunto in piccole quantità è pericoloso perché ha una grande affinità per la placenta, che attraversa rapidamente, raggiungendo il feto e danneggiandolo