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La “Magnifica Humanitas” di Leone XIV e l’eredità della “Rerum Novarum” di Leone XIII

Di Virginio Bebber

Nessuna sorpresa se la prima enciclica di Papa Prevost, Magnifica Humanitas, sia  legata  alla RerumNovarum, di Papa Vincenzo Gioachino Pecci, Leone XIII. Non a caso del suo amato predecessore egli ha scelto  il nome che lo distinguerà nel Pontificato .

Papa Prevost è deciso a seguirne le orme, dirette al cuore di quella “magnifica humanitas” che egli intende difendere strenuamente, in uno scenario sempre più dominato dalla tecnocrazia. E dove gli algoritmi pretendono di pensare e scegliere al posto dell’uomo, offuscandone quasi la dignità divina.

Lo comprenderemo sino in fondo quando potremo scorrere le pagine di questo suo primo documento papale, che, ed è una novità, sarà lui stesso a presentare il prossimo 25 maggio. E non a caso lo ha firmato il 15 maggio, lo stesso  giorno in cui, 135 anni fa, Leone XIII firmò la  Rerum Novarum.

E’ evidente il parallelismotra la Rivoluzione Industriale del XIX secolo e l'attuale Rivoluzione dell'Intelligenza Artificiale, dovuto alla sostituzione delle capacità umane: allora si automatizzò la forza muscolare, oggi si automatizza la forza cognitiva. Il lavoro remoto e i nodi digitali frammentano la socialità. Nasce il "neoluddismo" digitale contro il copyright e lo sfruttamento dei dati. Si accentua il divario tra specialisti tech e lavoratori precari. E se prima il sapere si standardizzava e si adeguava alle esigenze della macchina e il saper leggere e far di conto serviva  a far funzionare gli impianti, oggi Il sapere si frammenta in prompt. Il pensiero critico rischia di trasformarsi in mera verifica delle risposte fornite dall'I.A. La memoria e l'analisi vengono delegate a server esterni.

In entrambe le epoche, lo strumento creato per liberare l'uomo dalla fatica (il lavoro fisico nell'Ottocento, il lavoro concettuale oggi) rischia di trasformarsi nel suo controllore, riducendo l'individuo a un ingranaggio del sistema.

Di fronte a questo panorama Papa Prevost sembra riprendere il pensiero della Rerum Novarum, fonte della Dottrina sociale della Chiesa, per estenderlo al mondo di oggi, laddove l’intelligenza artificiale viene chiamata sempre più spesso in causa nei processi produttivi, nelle stesse relazioni sociali e addirittura nelle diagnosi e nelle terapie per la salute.

L’unica cosa evidente, prima ancora di leggere l’Enciclica, la si può dedurre dal titolo: Papa Leone XIV vuole riportare l’uomo al centro del villaggio, in tutta la sua dignità. Ed è proprio in considerazione di questo concetto che si può arrivare a pensare che non mancherà nell’Enciclica un fermo richiamo a quella che Giovanni Paolo II chiamava “ecologia umana”. Accanto alla dignità e al rispetto della persona, non crediamo che possa mancare un richiamo alla dignità e al rispetto della natura.

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