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Parità di trattamento tra pubblico e privato accreditato: una questione di equità

Le pressioni esercitate dalla Presidenza dell’ARIS affinchè l’imposta sostitutiva del 5% sui compensi per lavoro straordinario fosse applicata anche agli infermieri dipendenti delle strutture sanitarie e sociosanitarie private accreditate (cosa che ad un certo punto dell’iter di approvazione della Legge di Bilancio sembrava essere esclusa) ha dato i suoi frutti ed è ufficialmente  iscritta nella Legge di Bilancio 2026, al comma 944.

Il comma  944 recita precisamente: “ L’imposta sostitutiva dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e delle addizionali comunali e regionali con aliquota pari al 5 per cento, di cui all’articolo 1, comma 354, della legge 30 dicembre 2024, n. 207, si applica anche ai compensi per lavoro straordinario per il personale dipendente delle strutture sanitarie, nonché ai compensi per lavoro straordinario per il personale dipendente delle RSA e delle altre strutture residenziali e socioassistenziali, erogati agli infermieri dipendenti delle strutture sanitarie e sociosanitarie private accreditate”.

“Non possiamo che essere soddisfatti – è il primo commento del Presidente Virginio Bebber – per l’attenzione che, finalmente, il Governo riserva al non indifferente contributo che le nostre istituzioni accreditate danno al SSN. Ci auguriamo che sia il primo passo verso il pieno riconoscimento di quel cammino comune che la componente di diritto privato e quella di diritto pubblico del SSN stanno compiendo, sull’unica strada che possa ricondurre il nostro sistema sanitario a quell’eccellenza universalmente riconosciuta in un tempo non lontano. “Riconoscere questa comunità di intenti nel servire la fragilità – aggiunge Bebber -  significa riconoscere anche la parità dei diritti di tutte le istituzioni in campo, siano esse pubbliche o private  accreditate”.  

“Va dato atto alle istituzioni governative – sottolinea Mauro Mattiacci, Direttore Generaledella nostra Associazione - di aver proseguito a dialogare con le nostre rappresentanze. Certamente iniziano a capire che dalla nostra sostenibilità gestionale, dipende in buona parte il futuro del sistema sanitario nazionale. Lo dicono i numeri. Numeri che però hanno bisogno di coperture che siano al passo con i tempi.”

Per questo “l’estensione dell’imposta sostitutiva del 5% – ribadisce  l’Avvocato Giovanni Costantino, giuslavorista e capo della nostra Delegazione contrattuale - rappresenta un passaggio di grande rilievo e un segnale concreto di equità tra pubblico e privato”. Si tratta “di una misura – prosegue Costantino - che va nella direzione da tempo indicata dall’ Aris e che supera una discriminazione irragionevole, più volte denunciata, ai danni del personale delle strutture accreditate, che concorre a pieno titolo, al pari dei colleghi del pubblico impiego, alla tenuta del Servizio sanitario nazionale e all’abbattimento delle liste d’attesa”. E ancora: “Questa scelta legislativa – sottolinea  – riconosce finalmente che non esistono operatori sanitari di serie A e di serie B. Le strutture accreditate collaborano stabilmente con il comparto pubblico per garantire il diritto alla salute e devono poter competere ad armi pari anche sul piano dell’attrattività del personale”. L’Associazione da tempo conduce una vera battaglia contro le disparità di trattamento tra pubblico e privato. Per quanto ci riguarda, continueremo a promuovere iniziative affinché il principio di parità di trattamento tra strutture trovi piena e stabile applicazione.

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