News & Eventi

Magistero

Magistero

Leone XIV: no alla cultura dello scarto, ogni vita è un dono sacro

«Fa’ della tua Chiesa una testimonianza viva del Vangelo della vita, una casa aperta dove ogni esistenza sia celebrata, dove nessuno si senta di troppo e dove la dignità sia sempre rispettata e custodita»: è l’appello a una Chiesa capace di prendersi cura di ciascuno il cuore del nuovo video di “Prega con il Papa”, l’iniziativa attraverso la quale ogni mese il Pontefice affida ai fedeli una particolare intenzione di preghiera.

Un principio che Leone XIV aveva ribadito poche settimane prima, durante il viaggio apostolico in Spagna, quando, rivolgendosi al Parlamento, aveva affermato che «ogni vita umana dev’essere riconosciuta e custodita dal concepimento fino al suo naturale tramonto, in ogni circostanza della sua esistenza».

Nel filmato, disponibile in italiano, inglese e spagnolo, il Papa torna sul valore inviolabile dell’essere umano, definito un «dono sacro» nel quale si riflette il volto di Dio, «dal primo istante della sua esistenza fino all’ultimo respiro del suo cammino sulla terra».

Leone XIV invita così la comunità cristiana a farsi «casa aperta», luogo di accoglienza e vicinanza, soprattutto verso quanti vivono in condizioni di fragilità o di sofferenza, riconoscendo in ciascuno un essere degno di cura e di amore.

La preghiera diventa anche una richiesta di perdono per le volte in cui si cede all’indifferenza o a quella che Papa Francesco definiva «cultura dello scarto», smettendo di riconoscere nell’altro «un essere degno di amore» e nella vita una realtà meritevole del «dono totale» di sé stessi.

Parole che trovano riscontro in una realtà ancora segnata da numeri drammatici. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ogni anno nel mondo si verificano circa 73 milioni di aborti indotti. A questo quadro si aggiunge quello relativo alla pena di morte. Nel 2025 Amnesty International ha registrato almeno 2.707 esecuzioni in 17 Paesi, con un aumento del 78 per cento rispetto all’anno precedente e il numero più alto documentato dall’organizzazione dal 1981. La vulnerabilità riguarda anche l’età anziana. L’OMS riferisce che circa una persona su sei tra gli over 60 subisce ogni anno una forma di abuso.

Richiedi informazioni