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Allarme dei medici sui danni che può portare al SSN l’autonomia differenziata

In pericolo l’aumento delle disuguaglianze nell’accesso alle cure

Fa già discutere l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri degli schemi di intesa preliminare per l’autonomia differenziata di sanità, protezione civile e professioni con le Regioni Liguria, Piemonte, Lombardia e Veneto. Filippo Anelli presidente della Federazione degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (FNOMCEO), ha manifestato tutte le preoccupazioni dei medici sui danni che possonovenire a causa dell’autonomia differenziata pochè “In questi 20 e più anni di sanità delle Regioni in realtà le disuguaglianze regionali non sono state colmate”. “Io credo che a fronte di un importante intervento sull’autonomia differenziata – prosegue Anelli – bisogna rafforzare il Ministero della Salute. Cioè rendere possibile una governance centrale, che consenta di ripristinare quel concetto della Sanità che è insito nell’articolo 3 della Costituzione, ovvero: tutti gli italiani sono uguali davanti alla legge”.

Alta l’allerta tra i sindacati dei medici, Cimo e Anaao-Assomed, che hanno definito rispettivamente l’autonomia differenziata “il funerale del Servizio sanitario nazionale” e “un grave errore per l’unità del Ssn”.

“L’analisi di Quici e dei sindacati – commenta Anelli – purtroppo risulta appropriata. La preoccupazione forte che noi abbiamo è che con questa legge, senza le opportune modifiche sul tema della governance e senza una maggiore presenza dello Stato, ci sia il rischio di far finire il Servizio sanitario nazionale e avviare invece una sanità delle Regioni più forti rispetto a quelle meno forti, diventa praticamente plausibile”.


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