Si celebra il 10 ottobre prossimo
Il 10 ottobre prossimo si celebrerà la Giornata mondiale degli Hospice e delle cure palliative.Lo ricorda una nota pubblicata, nell’InfoCEIsalute, dall’ Ufficio Nazionale per la Pastorale della Salute, della Conferenza Episcopale Itaiana.
“La Chiesa – si leggenella nota che ha fondato l’assistenza ai malati nel nostro Paese non poteva certo mancare a questo impegno di prossimità che più di ogni altro aderisce ai valori evangelici. E oggi sono 27 le strutture che fanno parte del “Tavolo degli Hospice cattolici e di ispirazione cristiana” voluto dalla CEI a partire dal 2018. L’offerta che essi rappresentano con i loro quasi 400 posti letto equivale probabilmente al 10 % di quella nazionale e con essa condivide l’irregolare distribuzione territoriale. Infatti è nelle Regioni antesignane per questo tipo di assistenza che si concentra la maggior parte degli Hospice; non pochi territori, e qualche intera Regione, ne risultano ancora completamente sguarniti.
I dati disponibili per comprendere lo sviluppo complessivo degli Hospice in Italia sono purtroppo ancora insufficienti e spesso contradditori fra di loro. Ma ciò che sicuramente si capisce è che la loro presenza e distribuzione nelle regioni è insoddisfacente.
Eppure la Legge 197/2022 ha fissato l’obiettivo di garantire entro il 2028 l’accesso alle Cure Palliative al 90% delle persone che lo necessitano, impegnando Regioni e Province autonome a un potenziamento dei servizi.
Cosa ostacola questo obiettivo?” Le ragioni – si legge ancora nella nota CEI - sono molteplici: reperire personale e adeguarlo al compito, mantenere l’equilibrio economico e la continuità del servizio, vincere la reticenza (delle famiglie e non raramente dei medici curanti) e la paura della morte, che nella storia dell’uomo è stata esorcizzata in mille maniere, non ultima quella di non parlarne.
“Il nostro Tavolo si impegna a parlarne, a far sapere che tutti gli Hospice, non solo quelli cattolici, sono luoghi di vita e di cura. Offrono infatti una cura specialistica che prevede una componente clinica importante (c’è una Scuola dì specializzazione per i medici) ma anche un altrettanto importante componente relazionale”.
“La fase terminale della vita – comclude la nota - in passato era breve, quasi improvvisa, mentre oggi c’è sempre più tempo per accompagnarla e sostenerla, ci sono sempre più strumenti forniti dal progresso della scienza e da chi sa farsi prossimo: in Italia la presenza di un assistente spirituale negli Hospice è obbligatoria e il nostro Tavolo continua nel suo impegno formativo perché questa figura sia pienamente competente, affidabile e attenta anche per chi non crede”.