Al Gemelli è in atto una rivoluzione diagnostico-terapeutica destinata a cambiare la storia della malattia di Parkinson. La stimolazione cerebrale profonda (DBS) “intelligente”, che legge l’attività elettrica cerebrale e adatta automaticamente la stimolazione, e la ricostruzione anatomica tridimensionale dell’elettrodo e del suo campo di stimolazione, che consente una programmazione più rapida e sofisticata tramite IA sono tra le novità tecnologiche più importanti registrate.
A trent’anni dal primo impianto italiano di DBS, effettuato proprio al Gemelli per la terapia del Parkinson, il centro si conferma leader nell’impiego di tecnologie di stimolazione cerebrale che leggono l’attività elettrica del cervello e adattano la terapia in tempo reale.
Parallelamente, la diagnostica si sta progressivamente spostando verso la genomica, a partire dallo studio delle mutazioni legate all’alfa-sinucleina e dalla scoperta di mutazioni di geni codificanti per una serie di enzimi. Scoperte che oggi fanno intravvedere la possibilità di terapie non più solo sintomatiche, ma ezio-patogenetiche, in grado cioè di modificare il corso della malattia, se non addirittura di curarla.
In questo ambito sono in corso sperimentazioni su anticorpi monoclonali e piccole molecole mirate agli enzimi mutati e ai loro prodotti, con l’obiettivo di ripristinare una funzione fisiologica. Si rafforza inoltre il ruolo della diagnosi precoce, anche in fase pre-sintomatica, attraverso l’identificazione di biomarcatori genetici associati a mutazioni come GBA1 e LRRK2. Sul fronte dell’alfa-sinucleina, tra le novità vi è la possibilità di dosarla anche tramite biopsia cutanea. La Neurologia del Gemelli è impegnata su tutti questi filoni di ricerca, dai modelli preclinici agli studi sull’uomo in tutte le fasi della malattia, con un approccio integrato che include anche l’esercizio fisico prescritto e supervisionato come parte del trattamento.
Segnaliamo a questo proposito la dedica della Biblioteca della Facoltà di Medicina e Chirurgia al Professor Giovanni Scambia, nel primo anniversario della sua scomparsa. Un omaggio a un grande docente e medico, occasione preziosa per la comunità accademica, chiamata a raccoglierne l’eredità e a trasformarla in insegnamento per gli studenti e in ispirazione per medici e ricercatori, nel segno della collaborazione e dell’integrazione tra competenze, nella loro attività scientifica e clinica, al servizio di cure sempre più efficaci e di un’assistenza quotidiana attenta a ogni persona malata, nessuna esclusa.