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Infermieri, riportare in Italia 40mila professionisti

La Fnopi punta su formazione, competenze e nuove lauree per rendere la professione più attrattiva

Sono circa 40.000 gli infermieri formati nelle università italiane che oggi lavorano all’estero, dove vedono valorizzate le proprie competenze, la formazione specialistica e anche il trattamento economico. Provare a riportarli in Italia è l’obiettivo indicato dalla presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi), Barbara Mangiacavalli, a margine del convegno “Un secolo di sapere infermieristico: nati per prendersi cura, formati per eccellere”, organizzato in occasione della Giornata internazionale dell’infermiere. Per riuscirci, diventa centrale rendere più attrattiva la professione, anche attraverso l’istituzione delle nuove lauree, considerate un passaggio importante per avvicinare più giovani ai corsi di laurea in Infermieristica, in un Paese longevo come l’Italia che nei prossimi anni avrà bisogno di sempre più assistenza infermieristica.

Un tema richiamato anche dal Ministro della Salute, Orazio Schillaci, che, intervenendo al convegno organizzato a Roma dalla Fnopi, ha sottolineato: “Nei cento anni di storia che oggi celebriamo, l’infermieristica ha compiuto un percorso di crescita eccezionale e oggi l’infermiere è protagonista attivo dei processi di cura, punto di riferimento per i pazienti, le famiglie e l’intera comunità. Attualmente, purtroppo, i sistemi sanitari, non solo quello italiano, sono in sofferenza per la carenza di alcune figure professionali, prima fra tutte proprio quella infermieristica. In Italia formiamo delle eccellenze che poi vengono spesso attratte dall’estero. Questa è una criticità che va affrontata con ancora più forza”.

"Abbiamo agito sulla formazione: condivido la soddisfazione con la Fnopi per l'istituzione delle tre lauree magistrali specialistiche per gli infermieri: la specialistica in Cure primarie e Infermieristica di famiglia e comunità, quella in Cure neonatali e pediatriche, e infine la specialistica in Cure intensive e nell'Emergenza". Per Schillaci, "l'obiettivo è dare una risposta alle legittime aspettative dei giovani professionisti: offrire prospettive di carriera, valorizzare competenze avanzate, costruire percorsi di crescita professionale chiari e attrattivi"

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