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L’inarrestabile corruzione in sanità

E’ come un fiume in piena con tanti rivoli che affluiscono

“La corruzione in sanità è tra le più difficili da debellare. E’ come un fiume in piena con tanti rivoli che affluiscono”. Così l'ex presidente dell'Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), il magistrato Raffaele Cantone, rispose ad una nostra domanda, in un’intervista che ci concesse alla vigilia delle sue dimissioni, poi pubblicata in una nostra Edizione riguardo il Terzo Settore. Quindi oggi non ci stupisce leggere che “l'ammontare delle perdite dovute a frodi e corruzione in sanità è dell'ordine di miliardi". Dai falsi certificati alle irregolarità nelle liste d'attesa, passando per gli appalti per l'acquisto di apparecchiature le strade del malaffare nel settore della salute in Italia. Portano a oltre 7miliardi di euro guadagni illeciti. E se a questa barca di grandi scandali, si aggiunge anche la "vasta area di pratiche diffuse e spesso tollerate " tipo l’acquisto di farmaci, dispositivi medici e servizi come mense o pulizie negli ospedali,- stimata nel 2023 il 25% del valore complessivo dei contratti pubblici -, si intuisce quante risorse pubbliche vengono sottratte e quanto sia compromessa anche l'equità delle cure: circa un totale di 70,5 miliardi. Un dato che indica l'ampiezza dell'area di spesa pubblica più esposta.

Nonostante i tentatividi Piani nazionali anticorruzione e le linee guida del 2017 sui codici di comportamento nel Servizio sanitario nazionale per prevenire conflitti di interesse, regolare rapporti con le case farmaceutiche e rafforzare imparzialità e trasparenza, la situazione non cambia. . "Ridurre il problema alla sola dimensione penale significa sottostimarlo - osserva non a caso il presidente del Gimbe, Nino Cartabellotta - perché c'è anche una vasta area grigia di pratiche diffuse fatta di malagestione e inefficienze". Il report individua 65 diverse tipologie, inclusi favoritismi nelle nomine e nelle assunzioni. Ma elaborare stime sull'impatto economico resta complesso.

 Una delle criticità che l'Anac è stata fra i primi a segnalare, è l'esternalizzazione del personale sanitario, con il ricorso ai cosiddetti "gettonisti", una pratica che tra l’altro aumenta i costi e indebolisce la qualità dei servizi.  Il rapporto richiama anche l'attenzione sulla gestione delle liste d'attesa e della libera professione: "Quando un intervento o una visita viene spostata, non per necessità clinica, ma per relazioni personali - avverte il presidente Gimbe - si altera il principio di equità". Gli effetti possono tradursi in ritardi nelle cure e riduzione della qualità dell'assistenza. E ricadono soprattutto sulle fasce più fragili della popolazione. La letteratura scientifica internazionale, si legge, documenta una correlazione tra alti livelli di corruzione sanitaria e peggioramento degli indicatori di salute, inclusi aumento della mortalità infantile e riduzione dell'aspettativa di vita. Per contrastare il fenomeno, Gimbe chiede l'istituzione di un Osservatorio nazionale, capace di integrare dati sanitari, amministrativi e giudiziari. Un ruolo importante potrà averlo anche la digitalizzazione.

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