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Pugno di ferro per i medici radiati o sospesi: “Subito via dal lavoro”

Il provvedimento annunciato dal Ministero della Salute

 Per i medici radiati o incorsi in provvedimenti di sospensione da parte dell’Ordine la “festa” è finita. Forse. Stando a quanto deciso dal Ministero della Salute, dovranno subito lasciare la professione e trovarsi un altro lavoro. Il Dicastero retto da Orazio Schillaci ha, infatti, annunciato una riforma che rende subito operativa la sanzione irrogata dall'Ordine – come, appunto, può essere la sospensione o la radiazione - senza attendere il secondo grado di giudizio. Fino a oggi non era così: i medici sanzionati potevano fare ricorso all'organo deputato, la Commissione Centrale per gli Esercenti le Professioni Sanitarie (CCEPS), e continuare a lavorare in attesa del pronunciamento finale. Tuttavia, a causa di un blocco che da un paio d’anni ha tenuto sostanzialmente ferma la Commissione, circa 900 sanitari in attesa di giudizio hanno così potuto proseguire la loro attività.

La questione è stata sollevata dalla Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), che stima in 200 i professionisti radiati, ma che continuano a esercitare la professione in attesa del giudizio definitivo della Commissione. Un numero cospicuo di sanitari, "nelle more del giudizio, visto che il ricorso sospende l'efficacia della sanzione, continuano a fare i medici, anche se avessero commesso fatti gravi", la denuncia del presidente della Fnomceo Filippo Anelli, che aveva proposto l'istituzione, in seno alla Cceps, di una sezione stralcio che possa almeno iniziare ad esaminare i ricorsi in sospeso sulle sanzioni meno gravi.

La risposta dell’Esecutivo finalmente è arrivata martedì 25 Marzo col varo di un provvedimento ad hoc grazie al quale si spera che situazione dovrebbe finalmente cambiare. "La proposta di riforma, a tutela dei cittadini e degli stessi professionisti, prevede interventi per snellire le lungaggini procedurali e rendere più spedita la trattazione e la decisione del giudizio", si legge in una nota del Ministero della Salute. Il provvedimento – prevede, tra l’altro, la riforma - "stabilisce che le sanzioni comminate dagli Ordini siano immediatamente esecutive, in attesa della decisione della Commissione, a differenza di quanto accade oggi per cui il ricorso alla Commissione sospende l'efficacia della sanzione, sia essa radiazione o sospensione”. In questo modo, “i medici radiati o sospesi – stabilisce il Ministero - non potrebbero esercitare la professione fino alla pronuncia della Commissione". La riforma inoltre prevede "la costituzione di due sezioni - una per i medici e gli odontoiatri, che rappresentano più della metà del contenzioso, e l'altra per le altre professioni sanitarie - che si occuperanno sia dei ricorsi pendenti che dei nuovi ricorsi".

Quanto agli arretrati, il Ministero assicura che attualmente sono 896 i ricorsi in attesa di essere discussi dalla Ceeps. Di questi, sono 64 i casi di radiazioni. Per quanto riguarda l'arretrato dei ricorsi pendenti, al dicastero della Salute spiegano che la Commissione in carica nel quadriennio 2016/2020, scaduta a dicembre 2020, ha lasciato oltre 400 ricorsi da trattare. Fino alla sua ricostituzione nel gennaio 2021, l’organismo non si è potuto riunire, accumulando ulteriore arretrato che complessivamente, a oggi, conta 896 pratiche inevase (di cui oltre 600 maturate dal 2017 al 2022) tra ricorsi elettorali, iscrizione e cancellazione dagli Albi e provvedimenti disciplinari, tra cui sospensioni o radiazioni. Il Ministero ricorda inoltre che "in assenza del Presidente, la Commissione non può essere operativa e ciò contribuisce ad alimentare l'arretrato: il 30 Gennaio del 2023 si è dimessa la presidente, Elena Stanizzi, sostituita a Giugno del 2023 da Antonio Pasca designato, come prevede la legge, dal Consiglio di Stato, il quale a sua volta ha rassegnato le dimissioni l'8 Agosto 2024 ed è stato sostituito dall'attuale presidente Valeria Vaccaro nominata a Febbraio 2025".

La situazione ora, in seguito al provvedimento annunciato dal Ministero della Salute, dovrebbe cambiare. Intanto sul problema dei medici radiati o sospesi che continuano a lavorare è pressocchè unanime le voci di preoccupazione che si levano dagli Ordini dei medici provinciali. A Milano, ad esempio, sono una sessantina i procedimenti bloccati. "È una situazione disarmante", lamento il presidente dell'Ordine dei medici di Milano Roberto Carlo Rossi, che accusa: "Abbiamo persone che si sono macchiate anche di reati gravissimi a cui sono state comminate sanzioni disciplinari severe, come la sospensione e la radiazione. Queste sanzioni, però, non vanno a segno perché il ricorso sospende il provvedimento". Per Rossi "non c'è nulla di negativo nella possibilità di opporre ricorso a un provvedimento dell'Ordine di appartenenza. Anzi, è un fatto di civiltà giuridica, ma il procedimento deve funzionare". Non va meglio a Roma, dove le sanzioni congelate sono un centinaio, riferisce il presidente dell'Ordine dei medici di Roma Antonio Magi. Ad aggravare la situazione, afferma, è il fatto che l'Ordine non può comunicare le sanzioni disciplinari comminate ai propri iscritti. "Per ragioni di privacy, fino a che la sanzione - per esempio una radiazione - non diviene definitiva, noi non possiamo comunicarla. Un paziente, quindi, potrebbe essere seguito da un medico che ha già ricevuto una radiazione senza saperlo. In tal modo non possiamo tutelare il cittadino", conclude Magi.

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