Adottate specifiche Linee guida
Per promuovere l’adesione alle campagne di screening previste dalla normativa nazionale o regionale, le aziende sanitarie potranno utilizzare i recapiti telefonici dei pazienti adulti, raccolti in occasione di precedenti prestazioni sanitarie. Ciò sarà possibile anche se, al momento della raccolta dei dati, l’informativa non indicava esplicitamente questa finalità.
Lo ha chiarito il Garante per la protezione dei dati personali, secondo cui, alla luce dei principi del Regolamento Ue e della giurisprudenza europea, il trattamento dei dati strettamente necessario alla promozione di programmi pubblici di prevenzione risulta compatibile con le originarie finalità di cura, diagnosi e assistenza sanitaria, a condizione che siano rispettate adeguate garanzie.
A maggior tutela dei pazienti, il Garante della Privacy ha adottato specifiche Linee guida, chiarendo che le aziende sanitarie dovranno aggiornare l’informativa: i recapiti più recenti raccolti per finalità di cura, una volta verificati, potranno essere utilizzati solo per promuovere programmi pubblici di prevenzione e non per altre finalità, come la ricerca scientifica o attività amministrative.
L’uso dei dati dovrà essere limitato esclusivamente alle campagne di screening previste dalla normativa vigente, con esclusione dei recapiti raccolti in contesti caratterizzati da una particolare tutela dell’anonimato, come l’interruzione volontaria di gravidanza, il parto in anonimato, le prestazioni per persone sieropositive o per vittime di violenza.
Nel messaggio di invito allo screening dovranno inoltre essere indicati in modo chiaro il mittente, il diritto di opposizione all’invio degli SMS e le modalità, semplici e immediate, per esercitarlo.